Ai confini dell'Impero

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Location: Brussels, Belgium

Un bravo ragazzo :)

Wednesday, January 31, 2007

Una nuova sfida



Cari lettori e soprattutto lettrici,
l'ora è scoccata...l'ora di chiudere i bagagli e decollare verso l'Isola dai mille misteri. Saranno come al solito due settimane ricchissime di soprese...Andrea è riuscito a prendere "al volo", il volo da Roma per Bruxelles...sto preparando le ultime cose, poi andrò a prenderlo all'aeroporto e dormiremo qua a casa mia!
Domani mattina alle 7 in punto si parte in macchina alla volta di Schiphol...voglio soltanto informarvi che cercherò di postare qualcosa da Cuba...il blog sarà il principale mezzo di comunicazione dal nuovo mondo...quindi occhio agli aggiornamenti!
Ora vi lascio miei cari amici...l'avventura chiama!

Monday, January 29, 2007

Sfrontato e sfacciato



"C
ielo grigio, nero, nerissimo..color pece...ti voglio incazzato nero...scrosci di lampi e tuoni, mostrami la tua potenza! Io me ne parto...vado a Cuba...e più ti incazzi e più godo...più ti vedo e più mi rallegro! Non mi metti più alcuna depressione...la mattina non mi sveglio più giù di morale e malinconico ma eccitato e sfrontato! Sì, sì...continua pure a rispondere con le tue quotidiane pioggerelline e improvvisi cambi d'umore...le tue provocazioni mi fanno sorridere e mi caricano ancora di più... "Sign. Tempo Infernale" continui pure a strillare, io giovedì parto da Amsterdam e mi vado a scialacquare!"

Speriamo che domani nevichi...ma che ci sia una di quelle tempeste memorabili e che la temperatura scenda sotto lo zero con un vento a 150 km/h che faccia volare i parrucchini della gente! In quel caso non godrei...probabilmente riderei per almeno 6 mesi!
"Generale Inverno", per via dei poteri conferitimi e in qualità di Imperatore, ufficialmente la degrado. E' tempo d'estate per l'Imperatore!

Sunday, January 28, 2007

Meno 3, l'ora si avvicina



S
ono cottissimo!! Stamattina sono andato a giocare a calcio a Bois de la Cambre e come al solito sono tornato a casa sporchissimo, affamatissimo e stanchissimo! E' appena passato il classico week end da paura Bruxellese e domani di nuovo a lavoro...ma mercoledì sarà l'ultimo giorno visto giovedì è prevista la partenza per il nuovo mondo! Non ne posso più neanche del freddo e dela pioggia che continua incessantemente a battere sul tetto di casa mia! Basta anche coi termosifoni a palla per 24 ore su 24...non vedo l'ora di imbarcarmi...partirò da Bruxelles verso le 730 del mattino e indosserò il cappotto...ma una volta arrivato a Schiphol lo lancerò nel cofano della macchina, batterò il record kmondiale dei 100 mt aeroportuali per saltare sul bus che mi porterà dentro lo scalo aereo e poi...basta indumenti pesanti per almeno 2 settimane!!! Che gran figata!!! E' la prima volta che cambio stagione in un viaggio...la seconda volta che volo verso le americhe e anche se la prima volta non si scorda mai, credo che anche la seconda sarà dura da scordare!
Tutto procede per il verso giusto e nessun intoppo nella preparazione del viaggio..devo dire che negli ultimi viaggi non si sono mai riscontrati ritardi o problemi organizzativi...sto quasi rasentando la perfezione! Ho stampato il mazzetto contenente gli indirizzi delle case private...a Cuba funziona così...i privati affittano case o stanze a prezzi molto contenuti ma a un livello qualitativo ottimo perchè il governo stesso controlla gli standard. I prezzi si aggirano sui max 25 dollari americani e visto che l'Euro sta sventrando quella papera chiamata "bigliettone verde", noi possiamo solo che guadagnarci. In compenso ci fregano sul tasso di cambio e sulle tasse da pagare per ogni transazione effettuata con carta di credito...almeno quelle carte che si possono utilizzare visto che le carte di provenienza americana sono bandite...
Oggi parlando con un amico mi consigliava di portare valigie di calze...suo fratello lo fa sempre! Evidentemente ha sempre comprato calze di scarsa qualità se ha bisogno di portarsene dietro così tante :D
Io invece mi porterò un numero contato di calze e soprattutto medicine. Ho letto che non è facilissimo trovarne, soprattutto aspirine, tachipirine, cerotti, acqua ossigenata etc..
Ho già comprato un metro di mega cerotto disinfettante e Andrea comprerà i restanti medicinali che chiaramente condivideremo! Nel caso non dovessimo farne uso lasceremo quei beni preziosi alla gente del posto che ne avranno sicuramente bisogno!
La macchina ci sta aspettando a Varadero e il prezzo pagato è stato molto elevato...ma alla fine, considerando che i trasporti per i turisti hanno prezzi elevatissimi e sono inefficienti, alla fin fine abbiamo fatto bene. Speriamo di non avere problemi sulle strade e soprattutto di trovare una cartina dell'isola perchè a Bruxelles non ne ho trovato manco una!
Nel caso non ne trovassimo una, confido nel buon senso dell'agenzia nel farcene trovare una in macchina...se anche l'agenzia non fosse dotata di unanime buon senso...beh allora seguiremo il cielo stellato la notte e chiederemo le indicazioni di giorno! Ad ogni modo non credo che guideremo molto la notte perchè ho letto che può essere molto pericoloso...si possono infatti incrociare animali, biciclette e pedoni!
L'altro giorno parlavo col mio capo tedesco e mi ha detto che anche lui era stato a Cuba. In verità, il suo primo commento è stato "te ne innamorerai!". Chissà a cosa si riferiva ;)
Mi ha consigliato vivamente di andare a Trinidad, in quanto sembra di essere rimasti nel medioevo...dice che si vedono spesso carretti trainati da animali come mezzi di trasporto!
In quel momento mi sono chiesto..."hey, ma sei mai stato sulle autostrade rumene?...non hai mica bisogno di sorvolare l'oceano per incrociare muli e cavalli!". Poi ho optato per un sorriso...Gli ho anche detto che avrei affittato una macchina per poter visitare l'isola e lui mi ha risposto con un "anche io avevo la macchina!"..e allora io "ah, e com'è guidare a Cuba?"...e lui: "non lo so perchè avevo l'autista!"...e poi mi aggiunge..."gli hotel sono molto cari a Cuba e i ristoranti pure...oltre a non essere di ottima qualità"...ma capo, capo, capo!!! Ma noo...smettila di essere tedesco per un momento nella vita e lanciati all'avventura...pianifica solo i pilastri del viaggio "trasporto aereo, trasporto terrestre e hardware cartaceo"! Abbandona i tuoi primordiali e genetici istinti organizzativi e di perfezione assoluta! Non utilizzare il tuo potere economico come mezzo di relazione sociale, come filtro verso la società esterna. Semplicemente vivila nella maniera meno artificiale possibile. I club med sono presenti in tutto il mondo...non hai bisogno di viaggiare verso il nuovo mondo se poi continui a viverlo secondo i canoni del vecchio. Cerca di dimenticare le tue origini per 5 minuti e lasciati trascinare dalla forza e dall'energia di un popolo straordinario...siamo tutti drogati dal sistema economico occidentale...utilizziamo questi momenti come cura ristabilizzante, come antidepressivo di una società il cui unico fine è produrre e consumare. Produzione e consumo sono le ragioni fondanti del sistema in cui viviamo. Voglio disintossicarmi per un pò...voglio godermi la vita con quella gente che avendo poco e non potendosi permettere tanto, focalizzano la loro ragione d'essere sul godimento di ogni, anche piccolo, momento di felicità scaturente da gesti e situazioni che per noi corrotti sono considerati scontati e accessori al nostro status di benestanti occidentali.
Al mio ritorno vi parlerò del mio incontro con Kenia, una ragazza cubana conosciuta a Milano per caso e che mi ha fatto riflettere tanto sulla nostra società. Non la contatterò a Cuba. Non è un viaggio nel quale voglio essere facilitato da qualche locale. Non voglio che mi vengano svelati i segreti di una terra misteriosa e ricca di fascino. Voglio affrontarla da solo. Voglio superare i miei limiti. Voglio capirne l'essenza e cercare di darne un'interpretazione da trasmettervi. Meno 3, l'ora si avvicina!

Saturday, January 27, 2007

La visita Imperiale



"S
ome people come to sit and think,
others come to ponder,
but I come here to shit and piss,
fast and loud as thunder"

Momento poetico immortalato nei cessi dell'aeroporto. Sono in attesa dell'imbarco per fare ritorno in Belgio. Il viaggio è giunto alla conclusione ufficiale. Prima di congedarmi vorrei però parlarvi della mattinata.
E' trascorsa abbastanza velocemente, come sempre, e avendo libere 4 ore ho deciso di recarmi alla residenza imperiale. Un palazzo degno di una visita Imperiale. Sebbene i tappeti rossi non siano stati srotolati al mio arrivo, in compenso mi sono sollazzato spacciando per valida una vecchia tessera universitaria. Per la prima volta da quando la utilizzo la cassiera mi ha chiesto come mai ci fosse una data del 2005 sulla carta. In effetti è scaduta nel 2005, ma poichè non ci sta alcuna scritta in inglese, le ho detto che che la data impressa corrispondeva al primo anno accademico e che fino a quando si rimane iscritti si conserva la carta del primo anno. In effetti nel retro ci sta scritto di restituirla alla fine del corso di studio...ma evidentemente la tessera del sottoscritto la stanno ancora aspettando :)
Non vi descriverò il palazzo. Non è necessario. Diciamo soltanto che era degno di una grande dinastia imperiale e la ricchezza si sprecava. Comunque alcuni particolari mi hanno colpito. In primis, un giardino contenente una fontana a forma di roccia costruita con conchiglie marine. La sala da pranzo immensa, addobbata con statue, dipinti e una collezzione di busti antichi. La successione di stanze basate su un elemento mitologico-filosofico comune e le dimensioni "ridotte" delle stanze da letto. Molto bizzarro anche il fatto che i reali dormissero in stanze separate e leggermente distanti. Io, of course, mi adatterei facilmente ai tempi moderni...permetterei l'accesso al nunzio regale a più di una principessa :P
Immensa anche la sala dei ricevimenti e la scalinata a forma di zeta che dal cortile ne permette l'accesso. Il filo conduttore è sempre lo stesso: il richiemo a un'epoca passata classica e gloriosa, con sfumature mitologiche. Interessante anche la sala del trono...in stile greco-classico!!Mah...
Mi ha colpito anche il fatto che la residenza fosse stata pesantemente bombardata durante il secondo conflitto mondiale ma che fosse stato ricostruito fedelmente all'originale. Tutte le opere d'arte, o quasi, risplendevano là, davanti ai miei occhi...soltanto nelle stanze delle pietre, i soffitti erano neri e i dipinti erano andati perduti. Strano che solo quella porzione fosse irrecuperabile!
Altra curiosità...ma i bagni? Nelle stanze da letto non c'erano manco l'ombra di un lavandino...nei paraggi nemmeno...ma si lavavano?! Oppure andavano in carrozza da un edificio a un altro?
E' stato divertente anche quando una cinese che lavorava per la sicurezza del locale, chiudeva le porte dietro di me per sigillare le stanze visto che ero tra gli ultimi turisti...anzi a volte era anche irritante dal momento che mi spegneva la luce quando ero ancora immerso nella lettura dei display informativi o quando ero intento ad ascoltare l'audioguida. Le ultime stanze le ho fatte di corsa visto che il tempo scarseggiava. Recuperata la valigia, dopo essermi sgalluppato un weisswurst e un altro muffin con le noci, sono volato verso il flughafen dal quale farò ritorno a casa. Ora posso finalmente dire "game-over".

Friday, January 26, 2007

Fenomeno da strada



Mai dare tutto per scontato. Anche nei momenti più tristi e noiosi ci può sempre essere un qualcosa o un qualcuno che ci può far svoltare o semplicemente farci sentire meglio.
Durante la mia ultima notte di sabato a Monaco, uscito depresso dall'australian pub e deciso a ritornare in albergo per riposare, mi sono messo in cammino per raggiungere la stazione metropolitana più vicina.
Dopo aver percorso circa 500 metri, sul lato destro della strada voci di canti e gente accalcata affollava il marciapiede. Incuriosito, mi sono avvinato. Era un artista di strada, ma non uno di quelli comuni che si possono ammirare in qualsiasi metropoli europea. Era uno di quelli che si fanno apprezzare per la grande capacità di coinvolgere, trascinare ed amalgamare gente di razze, ceti sociali ed età differenti. Un tedesco forse inglese munito di chitarra ma ben vestito e curato. Sono rimasto in piedi per un'ora ammaliato dalla bravura di questo, come a lui piacerebbe farsi chiamare, intrattenitore. Le sue battute, il suo spirito e la sua ironia tradivano una conoscenza delle svariate sfaccettature delle popolazioni europee. Sapeva dove colpire e quando farlo, senza però mai esagerare o ripetersi inutilmente. Era spontaneo ma seguiva un copione, una trama, uno show da far andare avanti. La sua maestria, però, nascondeva bene agli occhi della gente quello stesso copione. Era in grado di seguirlo riuscendo però a combinare in maniera eccellente uno stile improvvisatorio innato. Trascinatore e mattatore. Era al centro della scena circondato da un teatro urbano i cui palchi erano composti da vetrate di centri commerciali da un pezzo chiusi al pubblico.
Circa duecento persone lo circondavano. Non erano spettatori passivi, ma venivano sapientemente coinvolti e provocati in maniera intelligente. Memorabili le battute: "C'è qualche russo tra di voi?"...e uno del pubblico: "Sì, io!"...e il fenomeno: "VLADIMIR, PUT IN!"...indicando l'ombrello multicolore aperto a mò di raccoglitore.
A fine show, la gente lanciava le monete anche da 5 metri di distanza per fare centro nell'ombrello. Beffarda anche la battuta sugli italiani al momento di chiedere monete: "Italiani, non scappate...non è la guerra mondiale!"...Fantastica anche quella sui soldi: "Ora quello che ognuno di voi NON deve fare, è mettere la mano nel proprio portafoglio, aprirlo e darmi soldi...ma la deve mettere in quella del vicino..........Polacchi e rumeni stavo scherzando!!!!" O come quando dice: "Ora, chi mi ha dato qualcosa si deve inchinare"....duecento persone che si abbassano e lui che attacca con un forte accento tedesco quei 4 o 5 che sono rimasti in piedi...per poi dire: "Ora tutti su!"...e poi di nuovo: "Di nuovo tutti giù!"
Perenni gli attacchi ai tedeschi e alle allowances verso i tedeschi dell'est...fantastica l'imitazione degli stessi. Delirante il momento in cui si abbassa sulle ginocchia e dice: "Cinesiiiiiiii, dove siete???!"...o come quando, accompagnandosi con la chitarra, accenna un motivo giapponese, si avvicina a una ragazza pseudo nipponica e le indica l'ombrello con gestualità e parole dal suono orientale. Al chè la ragazza gli dice: "Non sono giapponese...indovina da dove vengo!"...e lui: "cinese?No! Thai?No! Malesiana?No! Senegalese?"....era di Singapore comunque!
Ancora, quando alla vista di gente che alla richiesta di monete durante lo show andava via, si rivolge con "DOVEEEE VAAAIII....MORIRAI MOLTO PRESTOOO!"
E ancora, quando alla vista di un bambino in procinto di lanciare monete nell'ombrello gli si rivolge con un tono di voce molto alto e secco, appellandogli frasi in tedeso dal dolce sapore nazista!
Un'ora di risata continua. Troppo bravo e intelligente per non dargli dei soldi. Gli lancio 10 euro...se li merita tutti. Personaggi così dovrebbero lavorare in TV al posto di quei burattini e preimpostati pagliacci da museo delle cere che si vedono in programmi demenziali come lo Zelig o Bulldozer. La strada ha partorito e cresciuto un fenomeno, uno di quelli che sono ammirevoli per la loro capacità di vivere non per la fama, il successo o la bramosia di denaro, ma per la gente. Uno così spaccherebbe ovunque. Altro che Fiorello, altro che Panariello. Questo se li mangia. Questo ha qualcosa in più degli altri. Vive con la gente, vive per la gente. Non predica comicità dall'alto di un pulpito televisivo digitale, ma la forgia dal basso, da uno stesso livello dello spettatore. Lo stesso spettatore è la materia prima da modellare. Il suo narcisismo, intrinseco nella stessa definizione di cabarettista, è limitato dall'esigenza di rendere partecipe e protagonista la gente. No, uno così non lo fa per la fama da quattro soldi, quella che ti apre le porte di un Billionaire qualunque. Lo fa perchè il suo mondo, la sua gente, è la stessa che puoi incontrare in qualunque angolo della strada, nelle piazze e nei centri commerciali. Quegli stessi luoghi che magicamente, al calare delle tenebre, assumono la forma di teatri virtuali e aspaziali. La camionetta della polizia parcheggiata dinanzi al fenomeno non è simbolo di illegalità consumata su suolo pubblico e perciò di rischio fondato di interruzione dello show. Gli spettatori non paganti si ribellerebbero nelle più classiche delle rivolte da cancellazione di concerto all'ultimo minuto. La camionetta verde rende quel teatro virtuale ancora più reale o semplicemente più fenomenale.

Thursday, January 25, 2007

Blitz in Baviera



S
ono le 00:35 e sono appena tornato in albergo. La sorpresa al mio arrivo in hotel è stata trovare una stanza business al posto della classica standard. Oramai è chiaro a tutti...l'Imperatore non gira più sotto copertura e i sudditi fanno a gara per rendere la mia missione più piacevole.
Dopo un bagno rilassante e rigenerante mi avvio a visitare la città. Devo ammetterlo...sono quasi due settimane che cammino a dismisura e bevo oltre misura. Il fisico regge ma qualche segno di fatica inizia ad affiorare. Le gambe sono dure e i muscoli patiscono i crampi. Ma devo resistere. Domani tornerò a palazzo e potrò dichiarare conclusa la spedizione.
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Mi avvio verso la metropolitana e con una cartina in bianco e nero cerco di capire come raggiungere Marionplatz. Perdo almeno 30 minuti nel capire il sistema, ma ne approfitto per addentare un ottimo muffin al retrogusto di banana. Non avendo pranzato mi sembra di mangiare una gran leccornia.
Giungo in piazza. Davvero bella, tutta la città è molto affascinante nella sua verve architettonica e la sua maniacale e ossessionata pulizia e perfezione. La notte rende l'incantesimo ancora più riuscito.
Inizio a macinare km su km. Entro in diverse chiese annebbiate di incenso. Se non sentissi parlare tedesco giurerei di essere a San Babila! E' impressionante quanta ricchezza sia ostentata nella cattedrale. Il vizietto di commercializzare la fede sembra aver attraversato le Alpi. Odio chi si approfitta delle religioni e delle credenze altrui. Ci dovrebbe essere soltanto un raccoglitore di monete che i fedeli potrebbero riempire o no a loro esclusiva scelta. Non un prezziario come in un centro commerciale.
Dopo aver visitato 5 chiese ed essermi intossicato di nebbia profumata, inizio a cercare locali per il dopo cena. Noto anche che l'età media della gente è superiore almeno al doppio della mia. Penso che magari sia ancora presto. Noto anche però che i tedeschi mangiano piuttosto presto e che nella maggior parte dei ristoranti sono vecchi bacucchi e decrepiti, pseudo vips addobbati di giacche, cravatte e cerone. Sono disgustato e cerco uno di quei locali simpatici come uno di quelli che avevo trovato a Praga dopo un leggero sforzo di ricerca. Niente da fare. Sono le 20 e ho fame. Trovo una galleria all'interno della quale ci sono molti stands con bratwurst e altro cibo locale...di giovani manco l'ombra. Mi viene in mente un'idea! Vado a mangiare in un bar italiano e chiedo al proprietario dei consigli sui locali. Così fatto, ne incontro uno il cui proprietario me ne suggerisce solo 2, dico 2, ripeto solo 2 locali!! Sì 2!!! Non perchè siano i migliori, ma perchè sono gli unici al centro!! Mi dice anche che fuori dal centro ci sta un posto dove sono state raggruppate tutte le attrazioni per giovani come me con voglia di divertirsi...apparentemente ci sono 15 discoteche tutte una vicina all'altra!! Mi sembra molto il concetto urbanistico di Palma di Mallorca...comprensibile in una piccola isola divertimenti del mediterraneo...ma in una capitale mi sfugge un pò il senso dell'idea urbanistica di fondo...anche ad Aachen vige lo stesso concetto...però con un diverso gradiente di divertimento...questo vizio di concentrare persone non l'hanno mai abbandonata, penso...
Mangio, pago, ringrazio e e mi dirigo verso uno dei due locali suggeritomi dal gestore italiano. Non mi fanno entrare perchè dicono che durante il week end ci siano feste private...faccio finta di crederci e cambio aria. Ma dico io!! Sono l'Imperatore, suddito!! Prostrati ai miei piedi!!
Comunque sono sempre più nauseato e me ne vado...e ad ogni modo non ci stavano giovani all'interno.
Mi dirigo verso l'altro pub...un Irish pub e un Australian pub assieme, entro nell'australiano in onore di Stefy e Jack...credo che sia il modo migliore per concludere il viaggio.
L'atmosfera mi ricorda Londra...molto fumosa e la gente abbastanza matura e benestante...il tutto rende molto noiosa e interminabile la serata. Sono le 22...decido di congedarmi. Monaco non si è rivelata una città da vivere. L'atmosfera è tipica di una città dell'Europa occidentale. L'Imperatore non ama molto queste realtà! Troppo immerse nel gioco del commercio e dello "showing off", ma condite da un crucchismo che rende l'amalgama ancora più ridicola. Sono triste. Monaco non mi ha ricompensato. Mi ha rimbalzato da un locale ad un altro. Non mi ha fatto vivere le sue atmosfere al 100%. E' come se avessi visto da una vetrata una festa bellissima ma che, per colpa di un malinteso con la sicurezza, mi sia stato negato l'accesso. Oramai sono convinto...il mio viaggio non si stava concludendo in quell'istante al pub australiano, ma era giunto al capolinea nello stesso momento in cui sono sceso da quel treno che dall'Impero dell'Est mi aveva ricondotto verso casa...l'Europa dell'Ovest, quella ricca, opulenta, quella regale, quella che vale...sì quella che vale, perchè hai più che essere. Ecco perchè ero triste. In cuor mio sapevo che non avrei mai trovato quello che avevo lasciato su quel treno. Mi illudevo che non fosse così ma purtroppo era tempo di svegliarsi. Ogni sogno è bello perchè destinato a finire e ad essere ricordato la mattina successiva e nei giorni a seguire con un senso di malinconia. Ecco, questo viaggio è stato come un sogno. I personaggi incontrati sono stati attori della favola che inesorabilmente era giunta alla parola "fine". Non potevo chiedere di più dal destino e forse non lo avrei neanche fatto avendone l'opportunità. L'Impero dell'Est è destinato a rimanere tale alla sola ed esclusiva condizione che offra un sentimento unico, irripetibile e non riproducibile. Se così non fosse, non avrebbe alcun senso la stessa definizione di Impero.
Dovevo farmene una ragione, ma in quell'istante, circondato da sconosciuti in festa, in un locale interrato e in pietra e con una birra in mano, non potevo non rivolgere il mio pensiero a tutti coloro che avevano allietato la mia spedizione. Mi mancava Paolo e il suo celeberrimo clap-clap, Willy e i suoi commenti smisurati sulla croupier polacca, la croupiere stessa con i suoi sorrisini ammalianti e i suoi "I don't understand" a ogni "sei una figa" ripetuto ininterrottamente da Willy per una quindicina di minuti, Marcello per le sue interminabili partite al video poker, Barbara la proprietaria di casa da spingere, Antonio e le sue uscite da cabaret, Dygos e la crew polacca, la mielosissima Ania e i suoi dolcissimi sms, Stela e Ada con la loro disponibilità e voglia di divertimento alcolico, Inga con il suo spirito avventuriero, il generoso e filo-russo barman di Praga, Stefy e Jack con i loro racconti oltreoceanici...tutta l'atmosfera in generale.
E' stato uno dei viaggi più complessi da organizzare ma allo stesso tempo uno dei più riusciti, un pò di merito me lo arrogo...me lo sono meritato vista l'organizzazione estenuante durata almeno 3 mesi e la fatica per regalarvi questi post. Spero che stiate gradendo. I vostri commenti, anche se bravi, mi gratificano per tutto il lavoro speso. Grazie.
Il vostro Imperatore!

Wednesday, January 24, 2007

Dall'Australia all'Europa



O
re 9 in punto, finisco un croissant appena comprato con gli ultimi spiccioli rimasti in tasca. Ottimo anche questo dolce...e solo 20 centesimi di Euro!!
Carico la valigia sul vagone e le trascino per il corridoio. trovo uno scompartimento libero e mi ci butto dentro. Poggio la valigia sul portabagagli e nello stesso istante una coppia di circa 25-30 anni fa il suo ingresso. Mi rivolgo a loro per avere conferma della direzione del treno. Mi rispondono con un accento britannico. Alla mia specifica domanda se fossero inglesi mi rispondono di essere australiani! Capisco immeditamente che il viaggio sarà veloce e piacevole.
E' proprio vero che gli australiani sono amichevoli e open-mind. Lei ha 26 anni e lui credo sui 28. Lei si chiama Stefy e lui Jack ed entrambi sono maestri elementari. Detto ciò, forse penserete che siano due persone graciline, con faccia da suora e da prete. Beh, Stefy è molto carina e peperina e veste un cappellino da yankee in testa. Jack invece è un armadio a muro ma bonaccione...io comunque non mi sono fidato ad allungare la mano sulla maestrina dalla penna rossa...non si sa mai!
jack ha uno strano tik...muove la lingua quando parla, inarcandola all'interno della bocca sotto il palato e fissa con gli occhi un punto preciso nello spazio indefinito!
Si parla di tutto...più di loro però, anche perchè le mie domande sono sparate a raffica come i proiettili della mitraglietta di Rambo incazzato nero!
Sono in viaggio in Europa per 6 settimane. Giunti da Singapore a Parigi hanno già girato mezzo vecchio continente: Parigi, Londra, Scozia, Irlanda, Berlino, Praga, Austria e infine andranno in Italia a Milano, Firenze e Roma per poi fare ritorno in patria dall'altra parte del mondo!
La parte più interessante del discorso è stata senza dubbio quella relativa agli animali ed ecosistemi autraliani. Apparentemente esiste una bevanda tipo Bloody Mary, con la sola differenza che il sangue è vero e si tratta di quello di un serpente appena sgozzato! Dicono che sia una prelibatezza...dovrei provare con il sangue di pantegana...chissà!
Divertenti anche i racconti sulle capacità "grattatorie" di Koala e sull'abilità di kick boxing e salterine dei canguri. Pare che un canguro possa sfondare lo sterno di un umano con un calcio e che possa saltare in lungo con due balzi la lunghezza di uno scompartimento di un treno!
Dicono anche che possa raggiungere velocità elevatissime..pari a 50 60 miglia orarie!! Inoltre di essere praticamente indistruttibili da qualsiasi impatto con ogni genere di automezzo a 4 ruote...è per questo che molti veicoli sono muniti di bull bar...quella barra d'acciaio che si vede spesso nei film!
Parliamo poi della morte di Mr. Crocodile, una specie di Indiana Jones australiano divenuto famoso in tv per i suoi servizi al limite del pericolo e morto accidentalmente per una puntura fate al cuore di una raza...animali che praticamente sono inoffensivi...la probabilità di morire per puntura di raza è praticamente pari a quella che si ha di lasciarci le penne per una scivolata a causa di una cacca di pecora nel deserto! Mi dicono anche che Mr. Indiana Jones prima di morire aveva contribuito ad arrestare lo sviluppo urbano in Asia, acquistando parecchie foreste e terreni potenzialmente edificabili! Chiedo loro anche di Megane Gale....e la conoscono!!! Pare che abbia dei prodotti di bellezza che vende e pubblicizza. Non mi sanno però dire se anche loro abbiano l'impressione che sia un'ochetta viziata e senza massa grigia cerebrale...meno male...per loro!
Che gran personaggi Stefy e Jack!
Dal canto loro mi dicevano che trovavano assurdo che animali tipo cani potessero circolare liberamente in molti luoghi pubblici come bus, negozi e spiagge...
Per cambiare discorso, anche loro si sono accorti del numero sproporzionato di italiani, anche se non avevano colto molte "sfumature" che all'Imperatore sono subito balzate all'occhio!
Interessante anche il loro modo di affrontare la quotidianeità: in maniera semplice e critica. Dote, ahimè, poco conosciuta e apprezzata da tanta gente.
Abbiamo discusso per più di 6 ore e il tutto era accompagnato dagli sguardi incuriositi di una signora tedesca? sui 60 anni che ha perfino azzardato un approccio in inglese. Pare che la figlia studiasse in Australia!!
Come detto, Stefy e Jack dovevano cambiare treno a Monaco per dirigersi verso Salisburgo. Giunti a Monaco ci siamo salutati, augurati buona fortuna e ciascuno di noi ha intrapreso il proprio cammino.
E' strano come a volte il destino ci porti a incrociare improvvisamente gente così diversa da noi e che non avremmo mai immaginato di conoscere, e come repentinamente ce le allontani. Qualcosa però è rimasto dentro di me e niente cancellerà il suo segno indelebile!

P.s.: volevo ringraziare Ania per lo splendido commento fatto nel suo post...mi scuso con i lettori e le lettrici per la lingua (Polacco)...ma forse è meglio così...rimarrà il mistero del messaggio! :)
P.s. 2: io me lo sono fatto tradurre :P

Tuesday, January 23, 2007

Ultima fermata: Monaco di Baviera...con la mente a Praga



L
a giornata è volata via. Partito in punto da Praga alle 9:16 in direzione di Monaco e dopo aver risolto i miei problemi alcoolici legati all'ultimo festino in un localino per teen-agers la sera prima, mi sono accomodato su una carrozza di seconda classe. Devo anche rammendarvi che il mio nauseante risveglio è stato anche in parte addolcito dallo sguardo ammiccante di una ragazza delle pulizie che già avevo adocchiato dalla prima giornata. Il gioco di sguardi è stato inevitabile e proprio in quel momento ho realizzato di essere sul punto di partire.
Salutato anche l'ultimo russo presente nella hall con un preciso "da svidania", mi sono diretto verso la fermata del tram.
Di solito la partenza lascia sempre dentro un senso di nostalgia. Non l'avrei mai detto, ma anche Praga mi ha trasmesso lo stesso feeling. Il mio primo impatto non è stato dei migliori, anzi.
Odio le città italiane all'estero. Noi italiani, soprattutto meridionali, abbiamo il misterioso potere di rendere una città magica in una provinciale metropoli internazionale. Non sappiamo, soprattutto noi giovani, renderci conto di ciò che vada oltre le mura di un locale su 5 piani con accesso in ascensore e le quattro fighe che pascolano nel centro.
Una qualsiasi città, seppur per colpa e disgrazia dei turisti che calamita, con queste caratteristiche, deve essere messa al bando. Questo è stato il mio primo impatto.
Una città violentata da una frotta di contadini emigrati seguendo chissà quale falso mito. Il contadino dei giorni nostri e di casa nostra, crede ancora nelle favole e nei racconti dei nostri padri.
Oramai siamo sputtanati in tutta Schengen e le donne straniere hanno superato da un pezzo il mito del tricolore. La donna europea, soprattutto a est, è emancipata e non ha bisogno di nessun gallo ruspante che le riempia le orecchie con bolle sparate in una lingua incrociata tra l'italiano dialettale e l'inglese elementare. Trovo vergogna quando vedo la notte sul ponte Carlo bestie inforcanti occhiali da sole Gucci e giubbottini Napapajri. Siamo il paese del benessere apparente. Ci indebitiamo per apparire quello che non siamo e per far credere agli altri, per fortuna invano, ciò che noi vogliamo. Trovo pietà per tutti coloro che nelle vie della città vecchia di Praga si richiamano come licantropi sotto la luna piena, scandendo mezze frasi dialettali dal significato ignoto anche al sottoscritto. Ma come sempre capita, mi sto dilungando su argomenti che ho già abbondantemente trattato in un precedente post.
Come dicevo la mia prima sensazione praghese è stata di rifiuto. Ho cercato di ritagliarmi uno spazio in un ambiente più autoctono. Non è stato facile e non ho la presunzione di dire che ci sia riuscito, però ho intravisto come la città nella sua forma genuina e ripulita dalla feccia tricolore, possa offrire qualcosa di molto speciale.
Indimenticabile la passeggiata notturna in solitaria sul ponte Carlo, la visuale dall'orologio astronomico e del castello, le vie notturne e desolate del centro storico. Questi sono stati i momenti in cui si è instaurato un feeling particolare con la città, un'accettazione e un rispetto reciproco. Non aver ceduto alla facile tentazione di declassare e violentare la grandezza di una capitale a una qualsiasi bancarella a cielo aperto, il tentativo di capirne i significati più reconditi, le sue storie, le tradizioni e la gente comune, è stata ripagata da un'accettazione e riconoscimento da parte della città stessa, svelandomi aspetti di una Praga non accessibile ai comuni turisti di massa. A presto città Imperiale!

Ultimi preparativi



I
eri e oggi sono stati due giorni tiratissimi! Non è facile un viaggio a Cuba 10 giorni prima della partenza! Ho ritirato biglietti, visti e ho prenotato casa e auto! Ci aspetterà una macchina economica...secondo i loro schemi! 700 euro per 2 settimane mi sembra un furto, ma del resto senza auto non potrei scoprire la vera Cuba e i movimenti sarebbero limitati. Inoltre, i taxi non è che siano proprio a buon mercato! Cosa invece è a buon mercato sono le abitazioni. Infatti spenderemo tra i 15 e i 20 euro a stanza al giorno...il che significa circa 8 10 euro al giorno! Una stupidaggine tenendo conto che le casas particulares sono assolutamente confortevoli e ben arredate! Se non ci credete cercate su google e poi mi direte! Un altro vantaggio di dormire in case cubane è che si è a contatto con la popolazione locale, il che spero sarà il valore aggiunto nella scoperta delle attrazioni locali. Sarà anche interessante sentire il loro punto di vista sulle problematiche cubane. Dicono inoltre che i cubani siano simpaticissimi e amichevolissimi...vedremo..in compenso mi consolerò con le grandi mangiate di pesce a prezzi ridicoli...per 7 euro mangi aragosta in maniera abbondante! Non vedo l'ora di affogarmi con Andrea! Altro che mensa all'Eurocontrol...più ci penso a quanto spendo per mangiare merdate e più mi sale l'adrenalina per partire! Addio cibo rancido e di bassa qualità...addio pizze farcite di formaggi puzzolenti e giallastri! Addio poltiglie e intrugli strani...addio finti carpacci e dolci voltastomaco! Addio frutta di plastica...
Tra le altre cose che ho risolto, innanzitutto la pratica "ferie" da non sottovalutare...Ho anche stampato una serie di 20 pagine contenente degli indirizzi di casas particulares in moltelici città di Cuba. Non ho ancora pensato a che genere di giro fare...ma ci penserò in volo! Ad ogni modo abbiamo già prestabilito di fondare la vacanza sul sole e mare, con contorni di feste notturne e alcool...e chiaramente giri turistici nei pomeriggi o mattine nelle città che visiteremo! Non abbiamo date prestabilite...sappiamo solo che abbiamo un volo il 15 di sera...il resto sarà quel che sarà...improvvisato? No...ma neanche organizzato fino in fondo! Un pò zingari, un pò rivoluzionari andremo alla scoperta dell'isola grande...e per due isolani come noi sarà un piacere comparare gli aspetti delle due terre!
A proposito il volo sarà da Amsterdam...perciò dovremo partire in auto da Bruxelles in modo da essere in aeroporto verso le 1030...credo che partiremo verso le 8 in punto...
Abbigliamento: Non vedo l'ora di lanciare il cappotto nella macchina! A Bruxelles è arrivato il grande freddo, anche se ancora non ha imbiancato...ma credo che da giovedì il rischio sia molto alto...che bello...arriva il freddo e io levo le tende! Sono sempre più infogato!
Che altro dire? Ah sì...ho avuto dei contatti con dei cubani via email, per via della prenotazione di casas e auto...il primo impatto è stato molto positivo e questo non fa che alimentare le mie sensazioni positive per il viaggio!
Domani finalizzo la prenotazione dell'auto...e poi tutto sarà pronto..se non la chiusura della valigia!

Monday, January 22, 2007

Cuba!



"Aquì se queda la clara,

la entranable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara"

Il 1 febbraio 2007 sarà una data storica...così come lo fu il fatidico 27 novembre 2003 quando sorpassai la cortina di ferro addentrandomi sul territorio russo, così lo sarà il primo febbraio, giorno in cui poserò il piede su territorio cubano, con immancabile cohiba in bocca e occhiali da sole inforcati in testa!
Un'isola da scoprire, un'isola grande...non potevo deludervi, miei cari lettori e come detto ho finalizzato nellla giornata di oggi l'acquisto di biglietti aerei e di visti. Devo ancora finalizzare l'affitto della vettura e l'alloggio che sarà rigorosamente cubano....affitterò una casa particular che è una abitazione cubana, in condivisione con cuabni o indipendente, a seconda del prezzo da pagare...
Il ritorno è fissato per il 16 febbraio. Il volo decollerà da Amsterdam, perciò sarà un viaggio lungo e stancante.
Preparatevi lettori, perchè al ritorno dell'Imperatore i racconti saranno tanti e avvincenti!
Ora me ne vado a dormire perchè è stata una giornata lunga e faticosa...oltre che stressante!
A domani per le novità...mi scuso per l'interruzione del racconto sulla spedizione dell'est...riprenderà presto!
Hasta luego!

Thursday, January 18, 2007

Alla volta di Dublino



B
reve post d'aggiornamento sui nuovi preparativi dell'Imperatore...questa volta si vola verso l'Irlanda, meta inedita e perciò tutta da scoprire! Il racconto di viaggio nei paesi dell'est è soltanto interrotto per giusta causa...tornerò domenica sera e il blog verrà aggiornato lunedì!
Vorrei anche tenervi informati sull'imminente partenza per Cuba. Per motivi logistici e burocratici, probabilmente dovrò afferrare al volo la prima opportunità di volo per l'isola grande. L'inizio del viaggio è dei migliori. La prima offerta di partenza nel giro di una settimana a partire da lunedì 29 sarà presa seriamente in considerazione. Andrea, l'accompagnatore ufficiale è già stato incaricato di racimolare il racimolabile e di tenersi pronto a una eventuale telefonata d'assenso da Bruxelles!
In quel caso dovrà partire il giorno dopo col primo volo, giungere in Belgio, recarsi all'Ambasciata Cubana per relativo rilascio di visto e successivo soggiorno di 2, 3 giorni a Bruxelles. Nel frattempo si dovrà affittare una casa particular per i primi giorni, in modo da fornire l'indirizzo all'ambasciata, affittare una macchina per tutto il periodo e dare inizio all'epica spedizione!
C'è odore d'avventura nell'aria!

Wednesday, January 17, 2007

L'ultima notte da Imperatore a Praga



"L
a gente a Praga è proprio strana. La mia copertura da Imperatore deve essere saltata. Mi trovo in un bar dove si mangiano pizze al taglio di media qualità. Ricorderete che ieri sera un barista mi ha offerto una vodka di eccellente qualità...beh proprio ora, mentre sono seduto a gustarmi un trancio di pizza, una ragazza è appena entrata nel locale, ha poggiato un sacchetto di plastica contenente 2 panini sul mio tavolo ed è uscita!! Devono essere i doni che i sudditi fanno al sottoscritto in qualità di Imperatore. Un pò di prosciutto però poteva anche metterlo!! O forse mi scambiano per ceceno, come già successe a Mosca, e mossi da pietà mi omaggiano con pane peraltro duretto! Inga è partita, Stela sarà libera verso le 22:15 e dopo aver visitato l'orologio astronomico (vedi in foto), devo occupare lo spazio di altre 6 ore. Sta imbrunendo in città e credo che farò visita a un centro commerciale. Non si sa mai che qualcuno mi offra una coca....liquida! Quella in polvere me la volevano vendere parecchie volte!!
Vado a buttare il pane...anzi lo lascio sul tavolo...non si sa mai che qualche ceceno vero ne abbia bisogno...a dopo!
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Oggi sembra che non mi vogliano dare da mangiare, se escludiamo il pane duro.
Dopo aver visto "Saw 3" al cinema i miei istinti omicidi stanno venendo a galla! A proposito è normale che simpatizzi spudoratamente per il killer enigmista e che goda al vedere morire le sue vittime? Vi prego ditemi che sono normale!!
Comunque...mi sono recato in un ristorante tipico dove al piano terra mi è stato consigliato di scendere al piano inferiore. Giunto al piano inferiore un cameriere mi ha gentilmente informato che non avrei avuto alcuna chance di mangiare dal momento che i tavoli da 1 non esistono. Per un istante ho pensato d'inventarmi di essere un giornalista della guida "Michelin" per i locali di Praga. Il tavolo lo avrebbero trovato e probabilmente mi avrebbero anche offerto una vodka. Ma opto per l'onestà e sconsolato cambio locale.
Ne trovo un altro a pochi metri di distanza! Lo stile non è propriamente boemo, ma l'atmosfera è informale e le bionde all'ingresso sono molto carine. Decido di addentrarmi anche se il cibo offerto non è proprio quello che avevo in mente. Non c'è un tavolo, dico uno, libero e allora decido di andare al bancone per passare un pò di tempo, in attesa che se ne liberi uno per me, per gustarmi una birra. Non posso neanche accomodarmi al bancone perchè è stato tutto prenotato. Mi viene chiesto di attendere da un'altra parte.
Oggi non mi vuole bene nessuno!! Per un attimo penso di andare via ma poi mi viene in mente una cosa. Decido di mettermi in un angolino dal quale il barista mi possa vedere, tiro fuori il blocknotes e la penna, inizio a guardarmi intorno e a buttare giù queste righe. All'improvviso qualcuno decide di volermi bene! Arriva una birra senza che la ordini e magicamente il tavolo spunta!! Ho capito e imparato qualcosa oggi. Se la gente pensa di te quello che tu vuoi che creda che tu sia, e quello che tu vuoi far credere che tu sia fa piacere a chi ti osserva, allora ottieni molti più benefici di quelli che avresti conclamando quello che di fatto non sei.
Proverò il metodo "blocknotes" anche a Bruxelles e vi farò sapere i risultati del test. Chissà che non mi arrivi anche in Belgio qualche Mojito offerto gentilmente dalla casa.
Ora mangio il piatto di prosciutto e formaggio appena ordinato!
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Non male, anche se il cibo mangiato ieri in confronto era una prelibatezza assurda!
Ancora 15 minuti seduto e poi mi recherò all'appuntamento con Stela. Devo ancora finire la mezza birra rimasta.
Nel frattempo l'atmosferà si sta facendo più pesante. La gente è aumentata, il baccano pure e la musica si sta portando su ritmi techno. Odio la techno music...dopo 1 anno di techno lituana, non mi sembra il caso di assaggiare quella ceca!
E' arrivata l'ora di finire sta birra, pagare il conto e continuare la serata...questa volta in compagnia!"

Tuesday, January 16, 2007

Una notte da Imperatore a Praga - Parte Seconda



"C
ome detto mi sono diretto verso il pub davanti al ristorante. L'atmosfera è gioviale e giovanile. Sono seduto davanti al bancone del bar e di lato un ragazzo legge un libro e dall'altro due ragazze parlano tra di loro in ceco.
Se fossi stato in compagnia probabilmente non avrei mai notato questi particolari e mi sarei accomodato tranquillamente in poltrona a consumare la mia birra.
A conferma della regola "azione-reazione", un ragazzo si avvicina alle due potenziali prede di fianco a me e attacca bottone. Accenna una battuta e loro reagiscono con una risata. Stesso copione stessa trama dell'Italia. Cambiano solo gli attori. Se solo sapessero che sto scrivendo su di loro :) Una di loro si gira verso di me e mi volge lo sguardo...non è male. Capello nero poco sopra le spalle, occhi azzurri (punto debole dell'Imperatore), jeans con risvoltino, magliettina smanicata a righe azzurre, rosa e blu e scarpe...meglio non scriverlo se no potrebbe passare ogni fantasia. Sta fumando e bevendo un thè. A meno che non ci sia un doppio Rhum dentro la tazza, sembrerebbe una brava ragazza :D
L'amica non ve la descrivo perchè per prima cosa non si è girata a guardarmi e secondo non ne vale la pena :)
Nel frattempo il pappagallo ceco non leva le tende. Sono condannato a scrivere per tutta la sera! Il tizio alla mia sinistra continua a leggere...lui legge, io scrivo. Chissà cosa penserà la gente intorno a noi. Io la cazzata l'ho già pensata nel caso la ragazza alla mia destra dovesse chiedermi cosa stia scrivendo: "un libro su un viaggio in Europa". Direi che sono in viaggio per l'Europa dell'Est per poter descrivere da un'ottica solitaria la visuale su una città sconosciuta.
In effetti, un pò è proprio così. Sono in viaggio nell'est, descrivo quello che vedo, provo e sento ma sono sulla via del ritorno a casa. Oggi sto filosofeggiando abbastanza, ma del resto quale migliore occasione se non quella di una birra in solitario in un locale circondato da perfetti sconosciuti? Lo so bene che la maggior parte di voi lettori vuole leggere di ragazze, avventure e storie divertenti. Scusatemi, ho in cantiere tante storie, ma ora non voglio farmi sfuggire l'attimo di mancanza di totale sobrietà per descrivervi cosa stia accadendo intorno a me.
Si è rigirata la ragazza. Mi ha fulminato con i suoi occhi. Anche l?imperatore ha i suoi limiti! Soprattutto dopo la terza birra da mezzo litro in due ore...che per me è sufficiente da farmi sbandare.
Il pappagallo si è spostato...spero definitivamente.
Ora bevo per un attimo e mi rilasso...a dopo.
E' appena entrato un cane nel locale :D Beh, non si può dire che non ci sia un cane :D!
Tra poco ordino una seconda birra...devo stare attento al budget...non ho tante corone...solo euro quindi devo centellinare.
Mi viene in mente il film Eurotrip! In particolare della scena nella quale i protagonisti si ritrovano a Bratislava con pochi dollari in tasca e fanno una vita da panico totale...champagne, massaggi, idromassaggi e mancia multimilionaria al maggiordomo che decide di aprirsi il proprio hotel! Non direi che è proprio così, però non si può mica dire che la vita e la birra costi tanto. 1 euro per mezzo litro!
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Domani sarà l'ultimo giorno a Praga. Il tempo è volato velocemente e mi sembra ieri quando ho messo piede per la prima volta sul territorio ceco. Non so bene ancora cosa andrò a vedere. Probabilmente qualche museo giusto per fare orario. Alle 9 di sera, infatti, incontrerò Stela, la mia amica albanese che vive e studia a Praga. Mi ha promesso di portarmi in giro per locali e spero che mantenga la promessa! Ma conoscendola lo farà sicuramente!!
Ora mi congedo...a presto!!
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Devo scriverlo assolutamente...non so il motivo e non voglio neanche saperlo! Un barista mi ha mostrato una bottiglia di vodka e mi ha chiesto l'assenso! Io gliel'ho dato e non so neanche il perchè...sono cotto oramai...sta versando la pregiata bevanda in due bicchierini, mi fa il cin cin e mi dice: "It's a very good vodka" e mi porge il secondo bicchierino! Incredulo, prendo ilo shot, lo guardo neglio occhi e gli dico "Na sdrovie". Questo posto mi piace sempre di più!"

Monday, January 15, 2007

Una notte da Imperatore a Praga



"S
ono in un bar-ristorantino seduto su un tavolino rotondo. Davanti a me gruppetti di turisti spagnoli e russi, ma anche un allegro gruppo di cechi, tra i quali svetta una bionda niente male. Anch'io sono in compagnia di una bionda niente male, di quelle che fa girare la testa se non presa con cautela. Ceca, alta, sinuosa...si chiama Krusovice.
Ho appena ordinato da mangiare del pollo con patate fritte. Non è propriamente cibo ceco, ma alla richiesta di gulasch con tortelloni locali, l'oste mi ha risposto che avrei dovuto abbinarlo con una zuppetta. Il mio amore per le zuppe è inversamente proporzionale a quello per le bellezze ceche.
Trovare sto posto non è stato facile. Ho provato a uscire dal classico circuito internazionale turistico, anzi italiano turistico, perchè credo che soltanto così si possa apprezzare la città, i suoi abitanti e la sua atmosfera vergine.
Questi locali cechi sono difficili da scovare e hanno anche prezzi decisamente più contenuti. La gente è anche più piacevole e allegra...meno ossessionata dalla sindrome del "cacciatore italico". In questi 3 giorni di residenza praghese ho preso confidenza con la città anche se ogni via mi pare ancora sconosciuta e con qualcosa da scovare.
Prima di entrare qua a mangiare ho osservato con attenzione la presenza di eventuali locali nei quali trascorrere successivamente alla cena un pò di tempo. Ho adocchiato una birreria-pub proprio davanti al ristorante dove sto impazientemente aspettando la mia sbobba, anche se non sono molto convinto dal fatto che la gente sia comodamente seduta sui divanetti e perciò non ci sia un luogo di scambio sociale o di comunicazione comune. Come detto, non è facile impresa trovare questo genere di locali a Praga e soprattutto non è facile trovare locali notturni in generale. Sono nascosti all'interno di vicoletti o sottopassaggi, spesso cammuffati da insegne commerciali traenti in inganno.
Ho fame!!! Si decide l'oste a portarmi da mangiare o no??!
Questo post lo sto scrivendo su pezzetti di carta che ho raccattato in un internet point e la penna è stata precedentemente acquistata in un negozietto turistico nelle vie del centro storico. 2 euro per una penna con una scritta "PRAHA" sul lato. Troppo! La carta è stata un'autentica impresa recuperarla!! Non la vendono da nessuna parte dal momento che le cartolerie non esistono, o almeno non mi è parso di vederne alcuna. Per fortuna nell'Internet point erano dotati di quadratini di carta recuperati da fogli precedentemente già utilizzati. Io la chiamerei arte del risparmio! Anche io ho ammortizzato le spese della penna. Sono appena le 21 di sera di giovedì 4 gennaio 2007 e già mi sento stanco per le fatiche quotidiane. Questo pomeriggio ho visitato il museo nazionale ceco in compagnia di Inga, una ragazza lituana che per caso si è ritrovata a visitare la capitale. Non mi capitava di incontrarla da ben 3 anni, da quando ai tempi dell'Erasmus risiedevo a Kaunas. Ma vi parlerò di lei in un altro momento.
Osteeeeeee il cibooooooo!!!
Dicevo...dopo aver visitato il museo nazionale, non mi sono diretto come molti di voi già pensano a mostrare a Inga il museo di storia naturale e l'annessa collezione di farfalle, ma ci siamo diretti verso un palazzo costruito secondo canoni estetici moderni il cui nome ora mi sfugge



(vi allego in compenso una foto per rendervi chiaro il concetto), ma che ho immediatamente ribatezzato "il ballerino". Successivamente abbiamo passeggiato nel centro fino alle 18 quando mi sono separato da Inga e mi sono messo in marcia verso la piazza centrale.
Dopo,...è arrivato il cibooooo!!!..un attimo solo per favore :)
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Veramente ottimo! 5 euro per una birra grande e buona, una cotoletta impanata buonissima direi, patate fritte e insalata!!
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Sono eccitatissimo. Solo, in una città sconosciuta dell'est, senza italiani a ronzare attorno, di notte e con un vociare russo in sottofondo. L'oste mi parla in ceco, io gli rispondo in russo...ci capiamo. Fenomenale! Bloccate il tempo per favore, questa sì che è vita! D'accordo, un pò mi mancano i miei amici coi quali ho condiviso momenti eccezionali a Cracovia. Ma come diceva il filosofo...carpe diem...speriamo che sia interminabile.
Tra le altre cose oggi sono andato a comprare il biglietto del treno per Monaco di Baviera. Partirò sabato alle 9:16 e arriverò alle 15 circa. Ho speso circa 55 euro per un biglietto di seconda classe. Considerando che siamo ad est non è proprio a buon mercato. Ad ogni modo Praga è ad est geograficamente parlando, ma ormai io la inserirei a ovest nello scacchiere geo-politico. Tutto troppo facile, troppi italiani, troppo commerciale, troppo turistico, troppo facile arrivarci. I miei ricordi di Praga del '91 cozzano con la Praga attuale. La gente, i prezzi, i negozi, il cibo, l'attitudine della gente, gli sguardi insicuri figli di un sistema totalitario, la curiosità, la sorpresa...tutto smaterializzato per sempre! Il processo di integrazione e assimilazione è stato repentino e irreversibile. Quel mondo che cerco di tenere lontano nell'arco di una breve parentesi vacanziera, si sta espandendo e sta inquinando i paesi confinanti. Praga, Cracovia, Varsavia, Vilnius, Riga, perfino Mosca stanno inevitabilmente evolvendo in un sistema sociale dominato sul capitalismo multinazionale. Un processo che, a differenza dell'Europa occidentale, si sta sviluppando in un lasso di tempo infinitesimale e che sta bruciando ogni tappa intermedia. Uno sconvolgimento totale che senza dubbio apporta parecchi benefici ma che allo stesso tempo provoca parecchi disastri sociali e irreversibili, umiliando classi sociali e facendole sprofondare nella peggiore delle miserie: la non identificazione sociale.
Come sempre mi sto perdendo in discorsi sociali e politici che non hanno nè soluzioni o rimedi...da grande credo che farò il politico anche se prima dovrò imparare a rubare! Meglio cambiare discorso allora.
La birra sta per finire e il mio orologio segna appena le 21:30. L'oste ha già ritirato il mio piatto.
Il locale è sempre vivace e l'atmosfera allegra è alimentata da festoni di Carnevale??!
Da un certo punto di vista è strano essere soli ma da questa posizione si ha il privilegio di osservare e studiare il comportamento della gente e le regole sociali che la governano. Ad ogni gruppo sociale corrispondono delle azioni e reazioni che si ripetono in maniera costante in ogni ambiente e paese occidentale. Cambiano le sfumature della forma ma il contenuto non è tanto differente.
Ad ogni modo, la birra è finita, il conto è arrivato...è giunta l'ora di cambiare aria!"

Continua...

Sunday, January 14, 2007

Gli ultimi giorni a Cracovia



L
a vigilia di un anno nuovo è sempre una miscela di scariche adrenaliche e malinconiche. Inizi a ripensare a tutto ciò che è stato fatto, vissuto, a tutte le esperienze effettuate e a tutte le persone incontrate e luoghi visitati. Fai un bilancio in una prospettiva orientata verso il nuovo anno. Ogni anno ti prometti di fare sempre qualcosa di più o comunque di mantenere costante il tuo livello di soddisfazione. I miei propositi per il 2007 tendono alla realizzazione di alcuni sfizi da tempo nella mia mente. Uno di questi sarà il viaggio oltre oceano di marzo. A proposito, molto probabilmente Andrea dovrà abbandonare la spedizione per motivi di lavoro. Sarà una "grossa" perdita vista la statura e dimensione...dovrò cercare un'altra guardia del corpo...oppure utilizzero la tattica "casco integrale" pensata appositamente per Marcello a Cracovia. Mandare in avanscoperta marcello munito di casco integrale nel mezzo di gruppetti di polacchine. In caso di botte il casco gli avrebbe salvato la vita :D
Ma non credo che Cuba sia una isla pericolosa tanto da necessitare un casco salva-cranio! Comunque, a parte tutto, spero sempre in un ripensamento dell'ultima ora da parte di Andrea, anche se da un altro lato spero per lui che il colloquio di lavoro gli vada bene...del resto l'Imperatore ha sempre in serbo sorprese e avventure e anche lui avrà la sua occasione in futuro. A proposito, non mi ricordo se vi ho raccontato che Toni due giorni fa mi ha proposto un viaggio alternativo alla "isla grande". Un viaggio in Cina di 2 settimane. Devo dire che l'idea è molto eccitante e che ciò darebbe ancora più lustro al mio passaporto...inoltre un soggiorno a corte imperiale mi farebbe scalare il titolo nobiliare a Imperatore gran Shogun d'Oriente...ma alla fine, non posso deludere i lettori del blog...non posso cambiare idea così all'ultimo istante...deluderei tutti quei lettori che si attendono report dettagliati dai Caraibi! Inoltre gli ho fatto notare che il tempo stringe...le ultime notizie della Cia danno per spacciato Fidel nel giro di pochi mesi. Non mi risulta che la Cia abbia dato per spacciati un miliardo di cinesi. E poi, in Cina...ma che lingua parliamo??! No no...non se ne parla nemmeno...neanche il maldestro tentativo di convincermi da parte di Toni, suggerendomi di visionare su google delle foto di una fantomatica città chiamata Guaiguin, o qualcosa del genere, non hanno fatto breccia nella mia ferma e irremovibile volontà di visitare Cuba. Hasta siempre come direbbe qualcun'altro..e non mi importa se dovrò prendere ancora questa volta il drappo imperiale in solitaria...essere Imperatori non significa poter e dover fare le cose qualsiasi altra persone può o potrebbe fare. Troppo facile andare in compagnia e magari in qualche alberghetto a 5 stelle. No...quelli sono viaggi per turisti e non per veri viaggiatori. Non mi interessa l'Alpitour e neanche del negretto che mi chiederebbe "Turista fai da te? ahiahiahiai!" Se qualcuno vuole aggregarsi è e sarà sempre benvenuto...ma ormai i piani tattici di conquista sono già delineati ed è troppo tardi per poter tornare indietro!
All'insistenza del principe Toni su una campagna Orientale ho ribattuto con una proposta degna da film di Steven Spielberg come "Incontri ravvicinati del terzo tipo".
Un viaggio nell'estate 2008 con la transmongolica...che non è un omosessuale handicapato, ma è la ferrovia che da Mosca percorre la Siberia fino a Irkutsk sul lago Baikal e scende giu in Mongolia attraversando il deserto di Gobi, la muraglia cinese fino a Pechino. Le mie proposte fanno sempre breccia nel caro principe ed è per questo che credo alla fine accetterà di accompagnarmi nei Caraibi. Vedremo.
Tornando a scrivere su Cracovia, il capodanno era giunto. Il mega concerto in piazza iniziò mentre noi mangiavamo da Francesco, al ristorante Acqua e Vino, in compagnia di zio e di altri 3 sardi incontrati per caso nelle vie del centro. Non mi soffermo sulla descrizione dei 3, ma leggendo il post precedente forse avrete una sufficiente descrizione dei 3. Ma no..dai qualcosa in più ve la devo dire...i ragazzi di circa 28 30 anni conoscevano già lo zio...almeno uno lo conosceva da 10 anni e questo ci permettè di inquadrarli per bene. Sorvolerei sulla descrizione di uno, che alla fin fine era anche tranquillo. In effetti anche un secondo, anche se la sua maschera nascondeva un alone di furbizia. Ad ogni modo nessuno problema e nessun fastidio suscitavano in me i primi due, a parte la vita agiata da bravi figli di papà e da classico cagliaritano pseuso conoscitore onniscente. Ma ripeto, il tutto era nel limite della norma. Il terzo credo avesse qualche problema esistenziale. Non si capacitava del come fosse possibile l'Imperatore potesse risiedere in territorio straniero. Forse non era al corrente della mia richiesta di asilo politico in Lussemburgo. Ma ad ogni modo il livore lo divorava dal di dentro e lo spinse a dire al suo amico, il quale commentò il mio passato e presente con un "bravo, ci stai provando a sfondare fuori", con un velenoso "guarda che non devi dire queste cose solo per farti bello con la gente". Ecco il tipico cagliaritano. Loro sono i più belli, gli esempi da seguire ma che non raggiungerai mai...e perchè? Perchè si vestono meglio, hanno più soldi, il padre li mantiene, a Cagliari fanno finta di essere conosciuti da tutti, salutando anche chi in occasioni private non degnerebbero di un accenno di saluto. Sono andato via dalla provincia per via di questa gente e cosa succedeva ora nel bel mezzo di una spedizione nelle terre a est? Mi ritrovo a cenare con quello stesso prototipo di personaggio che ho sempre evitato in vita mia. A parer suo per poter trovare lavoro a Bruxelles si dovevano avere appoggi da parte di Lobby politiche...io gli risposi "certamente, se lavori nelle istituzioni comunitarie come la commissione o il parlamento...ma tu dove lavoravi?"...e lui: "al parlamento"...in quel preciso istante sorrisi e non infierì sul caro amico ormai stretto alle corde...ma l'ultimo affondo me lo permisi dopo una sua ultima frase: "non ti credere che solo perchè fai due anni a Bruxelles, dopo, quando torni in Sardegna ti si spalanchino le porte dappertutto". In quel preciso momento ho pensato..."ma allora sei masochista? Devo umiliarti?"..ma risposi con il sorriso "Ma chi ti da la certezza che voglia tornare in Sardegna?".
Gli argomenti erano finiti, non era più possibile ribattere. Davanti a me stava l'esempio di Cagliaritano senza palle che parla parla parla...e parla ancora.
Aggiunsi ancora "se tu vuoi veramente una cosa e combatti per essa hai molte più probabilità di ottenerla che lamentandoti e giustificandoti...e poi, anche se qua non dovessi alla fine trovare nessun'altra possibilità di lavoro...beh allora pazienza...tornerò a casa ma senza alcun rammarico...del resto se non ci provo ora a 26 anni, quando allora?".
Si concluse così la breve discussione. Non aveva più senso girare il coltello nel fegato del caro amico.
Finito di mangiare sembrava di essere in un film...la galleria nella quale si trovava il ristorante era stata chiusa perchè al di fuori di essa una calca umana spingeva all'impossibile. Sembrava di essere a Calcutta o a Medina durante le celebrazioni religiose. Uscimmo dalla galleria e ci buttammo nella mischia. A un certo punto la polizia iniziò inspiegabilmente a spingere e la gente cominciò a cadere, perdere oggetti, scarpe che andavano irrimediabilmente perdute per sempre! Proposi la formazione a falange, succeduta dalla tattica a testuggine! Ebbe successo, ancora una volta una tattica militare stava avendo successo in territorio barbaro!
Ci facemmo strada tra la folla e arrivammo nei pressi della piazza...da lì osservammo il count down della mezzanotte e gli incredibili e colorati fuochi d'artificio che illuminavano le incredibili bellezze medievali che facevano da contorno nella splendida piazza del mercato. Almeno 300 mila persone stavano festeggiando l'arrivo del nuovo anno e un pazzo fanatico vicino a Paolo aprì una bottiglia di champagne manco fosse sul podio di Monza. Accompagno la fuoriuscita dello spumante a un urlo di liberazione a mò di Braveheart al momento dell'incitamento delle truppe scozzesi. Jeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhh....con occhi spiritati e fissanti un immaginario punto nell'aria. Era delirio totale. Lo zio si acchiappò un puttanone biondo e inizio a limonarci. Un'altro sanitario si aggirava nei nostri pressi aspettando qualcuno che la limonasse per bene. Ci girammo facendo finta di osservare i fuochi d'artificio in cielo. Fortunatamente venne in soccorso un polacco che soddisfò le sue voglie primitive e non si stacco dalla bocca del sanitario per almeno 5 minuti. Dopo gli auguri ci dirigemmo verso un locale che alla fine disertammo per varie considerazioni socio-fisico-economiche. Il percorso che facemmo per raggiungere la meta assomigliava più a un percorso di guerra tra barboni, vetri, oggetti contundenti, bottiglie di vodka e cadaveri di polacchi semi devastati dall'alcool..dico semi perchè in un caso la guardia medica venne a visitare uno che a nostro parere era già deceduto. Dopo un repentino controllo medico, a sorpresa i medici lasciarono il campo e appuntarono agli amici il compito di caricarselo in spalla e portarselo via...forse era morto e in Polonia si usa fare così..chissà! La nostra serata è anche stata condita da diversi casi di arresti affettuati dalla polizia sempre meno diplomatica. Uno addirittura fu caricato su una camionetta manco stessimo assistendo a un film americano di pura violenza. Sempre più delirio , ma anche sempre più devastati. Facemmo diversi giri per il centro ma alla fine optammo per ritirarci nelle nostre tenute..erano le 3 e 30 del mattino e non aveva più senso stare per strada a quelle temperature polari. L'ambiente si stava anche facendo pesante visto che il numero degli alcolizzati stava aumentando spaventosamente...il nostro capodanno era finito.
Lo zio e gli altri amici accettarono l'idea di entrare in un club popolato da coppiette, super fumoso e concentrato e infine di pagare 40 euro a testa. Era tutto eccessivo...come detto optammo per l'opzione strada.
La mattina seguente ci svegliammo molto tardi e ci godemmo le ultime ore a Cracovia. Il viaggio volgeva alla conclusione. Era tempo di salutare i miei compagni di viaggio e Diego, incontrato il giorno prima durante la visita del Wavel, castello fortezza di Cracovia che abbiamo visitato in compagnia di Ela, la sua ragazza, e Marcello. Interessante il campanile (ardua la salita e la discesa per via del percorso ad ostacoli tra tramezzi e scalini piccolissimi e pericolosissimi..diciamo che poteva intendersi come momento di preparazione per la notte seguente), le tombe dei re polacchi e le varie guide russe...
Era arrivato il momento di godere con loro delle ultime ore. Sapevo che non li avrei rivisti per parecchi mesi. Avrei preso alle 7 del mattino il primo treno per Praga...sveglia alle 6 del mattino, chiamata del taxi, che puntualmente non rispose al telefono! Dopo una corsa con la valigia verso la piazza centrale, ne catturai uno che ci mise più tempo di quello che ne avrei impiegato a piedi per via dell'intenso traffico!!!!! Il cretino, invece di accompagnarmi davanti all'ingresso, mi porto sui binari, ma il mio tentativo di fargli capire che non sapessi il numero del binario non ebbe successo...presi il treno per miracolo e negli ultimi 5 minuti. Sette ore di viaggio mi attendevano e l'arrivo a Praga era previsto per le 2 del pomeriggio. Stela sarebbe venuta a prendermi alla stazione e mi avrebbe accompagnato alla mia accomodation. Non vedevo l'ora! Era il momento di mostrare a me stesso di che pasta fosse fatto l'Imperatore. Solo contro tutti. In viaggio solitario verso una città ignota. Unica certezza, un biglietto di prima classe per la capitale e una email di Inga, vecchia conoscenza lituana che mi avrebbe fatto visita a Praga per due giorni, in quanto anche lei in viaggio solitario per l'europa in direzione Austria. Le sette ore volarono e alle 14 in punto ora locale misi piede su territorio Ceco...

Saturday, January 13, 2007

Schiavi moderni travestiti da europeisti con valigie di lattice



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in punto di un qualunque sabato pomeriggio...un qualunquismo che ben si mescola con l'argomento del quale voglio parlarvi.
Prima però vorrei aggiornarvi sulle ultime novità relative all'imminente incursione in territorio irlandese. Venerdì prossimo si unirà alla spedizione anche Sara oltre a Eve già facente parte della compagnia. Un lungo week end di paura alcoolica e culturale che come sempre garantirà interessanti spunti di discussione per il blog. Altro aggiornamento relativo alla più grande campagna mai organizzata dall'Imperatore...il superamento delle colonne d'Ercole alla volta del mare dei caraibi. L'impresa probabilmente sarà facilitata dall'accompagnamento di fedeli scudieri. Al momento 3 sono i candidati che hanno fatto espressa richiesta di onorare l'impresa con la loro presenza. Dagmar, rossa olandese dal forte spirito avventuriero. Andrea, novello viaggiatore ma disposto a tutto pur di provare i brividi di una campagna di conquista come braccio sinistro dell'Imperatore. Infine Toni, impavido compagno di avventure in parecchie campagne a est durante il periodo baltico-scandinavo e già principe ereditario della penisola iberica. Anche il periodo è stato inquadrato: si tratterebbe delle due settimane incluse tra il 2 e il 16 marzo. Nuovi sviluppi previste per le prossime due settimane durante il quale verrà presa la decisione definitiva. Chiusa questa breve nota informativa torniamo al topic del post.
Oramai è ben noto e stranoto. Il fascino della globalizzazione contiene aspetti che da un lato attraggono e ci facilitano notevolemente la vita ma da un altro appiattiscono e brutizzano ogni tipo di esperienza. Davanti ai miei occhi ancora una volta l'immagine di Gianni Casti, proprietario del ristorante Sardegna di Utrecht in Olanda e i suoi racconti avventurosi di 40 anni prima. Quando ti potevi imbarcare da Amburgo per una settimana a bordo di navi mercantili alla volta di Leningrado, per poi fare ritorno con ogni genere di prodotto di manufattura sovietica. Al confronto con le mie spedizioni quelle sì che erano imprese d'altri tempi. Ma purtroppo e per fortuna, la società si evolve globalizzandosi cancellando situazioni al giorno d'oggi irripetibili.
Oggi tutto è semplice, tutto è rapidamente fattibile. Non c'è più tempo a disposizione per riflettere. Ciò che conta è l'azione del consumo. Veloce, così veloce da ripeterlo con cadenza infinitesimale. Cosa è rimasto del pensiero? Dove la riflessione? A quando il metro di giudizio? Tutto irrimediabilmente perduto? E' difficile rispondere a questi quesiti, ma forse sarebbe anche inutile. Il tempo imperversa e nuovi quesiti irrisolvibili spunterebbero in sequenza.
Non addentriamoci alle cause prime della globalizzazione. Non voglio soffermarmi su di esse. Parliamo piuttosto di uno degli effetti più deprimenti. Il fenomeno di emigrazione turistica verso mete fino a qualche anno fa definite "prive di interesse alcuno". Mi sto riferendo alla sede dell'Impero. Quei martoriati paesi dell'est che soltanto ora stanno riacquistando una propria fisionomia culturale che fu sovrapposta da una corrente di pensiero omogeneo e dominante: il sovietismo.
Ormai i cosiddetti "nuovi paesi entrati" a far parte dell'Unione Europea, si evolvono verso un modello sociale che rifiuta i modelli precedenti. E' comprensibile un senso di rifiuto verso quei modelli che limitò la libertà di espressione e realizzazione. Ma un rifiuto totale è sbagliato. Come in ogni cosa bisogna essere in grado di non lasciarsi far prendere dalla foga, facendosi trascinare dalla rabbia di momenti drammatici vissuti recentemente. La globalizzazione è sinonimo di giustizia e sviluppo se incalanata su binari di un socialismo che tenga conto in maniera imparziale e neutrale degli interessi universali. Ho invece l'impressione, per non dire la certezza, che la "scusa" dell'integrazione non sia stata dettata dal raggungimento dei cosiddetti "fini sociali universali" ma che al contrario quella sia stato il lato di una moneta coniata dalle più grandi multinazionali occidentali, il cui lato più oscuro sia in realtà lo sfruttamento di nuovi mercati di sbocco e lavorativi, al fine di arricchire il solito manipolo lobbista. Sento puzza di bruciato. Nel corso di molteplici discussioni avute con studenti universitari nel corso delle mie varie permanenze nell'est, i pensieri di scetticismo si accomunavano, nonostante i miei tentativi fallimentari di convincerli dei lati positivi di un'integrazione a ovest. E' anche comprensibile che questa venisse vista come l'ennesima annessione da parte di un organismo esterno è più potente, ma ad ogni modo iniziavo a sentire uno strano odore di bruciato. Ho iniziato a pensare che il mio naso fosse stato come tappato dai mass media occidentali e dal sistema culturale dominante. Annessione non è conquista e imposizione di un modello economico proprio, ma sviluppo sociale e culturale. A tutt'ora questi progressi non si sono ancora visti se non nell'interesse della classica lobby di multinazionali che hanno visto facilitato le loro attività economiche. Di riflesso le condizioni sociali non sono migliorate dal momento che un'instancabile processo di inflazione ha cominciato a far sentire i suoi effetti...senza contare dell'imminente "effetto Euro" che darà la mazzata definitiva. Certo, integrazione = maggiori opportunità...ma siamo proprio sicuri che il processo integrativo sia stato ispirato da quei principi di giustizia sociale tanto sbandierata nelle campagne politiche precedenti i referendum annettivi?
Sono rimasto attonito alla lettura di un articolo comparso sull'edizione web de La repubblica del 2 gennaio sull'annessione della Romania nella UE. Pare che solo 3 imprese nazionali di grosse dimensioni siano presenti sul territorio nazionale, mentre il resto del mercato è spartito tra le solite note. Il costo del lavoro è competitivo in confronto all'opulenta Europa dell'ovest, ma l'inflazione è alta. I lavoratori chiederanno di più, le multinazionali dovranno allinearsi prima o poi, ma dopo aver spremuto per bene 1 generazione di lavoratori e dopo essersi insediati per bene sul territorio attuando un'azione di conquista commerciale, che oramai è più influente di quella politica militare. E' questa l'UE?
Si dice che l'annessione apporti, tra i tanti benefici, lo sviluppo del settore turistico. Benissimo. Analizziamolo questo flusso turistico. Sono in grado di farlo avendo vissuto nel baltico l'anno precedente all'integrazione, quando ancora veniva richiesto passaporto e visto per risiedere stabilmente. Come sappiamo bene l'utilizzo del passaporto scoraggia tanti turisti, in quanto comporta scocciature burocratiche evitabili in paesi dove è necessario esclusivamente l'utilizzo della carta d'identità. Ecco il motivo per il quale la Tunisia ha ratificato un accordo internazionale attraverso il quale i turisti europei possono visitare il paese senza utilizzo del passaporto. A una condizione però...che prenotiate un pacchetto turistico..cioè volo e albergo assieme. Vi siete mai chiesti perchè? Proviamo ad indovinare....vuoi vedere che dietro a quell'accordo ci sono le lobby alberghiere e aeree? Chi ci sta dietro a queste? Pensateci bene...io l'ho già fatto.
Ma torniamo a parlare dello sviluppo turistico...vi dico io chi erano gli emigrati al tempo precedente all'ingresso nella UE. Un ristretto gruppo di seri uomini d'affari e un altro ristretto di pseudo business man con 24 ore riempite di lattice e vaselina. Cosa è cambiato ora? Niente...soltanto le proporzioni tra soggetti facenti parte del primo gruppetto e del secondo. Il primo gruppo rimpicciolito a scapito delle grosse multinazionali che hanno e stanno ampliando i loro investimenti. Il secondo gruppetto si è invece moltiplicato come farebbero due conigli lasciati liberi di figliare a briglia sciolta...e non solo!
L'effetto devastante è stato un aumentare sproporzionato di emigranti in cerca di contatti sessuali facili e a buon mercato. Avere facilmente ciò che in patria è oramai un miraggio. mettere in mostra il loro armamentario è il loro sport preferito. Trattasi di occhiali firmati inforcati in piena notte. Abiti tirati, lucidissimi e accompagnati da gelatine appiccicose, come i loro atteggiamenti verso le povere ragazze accerchiate e stanate nei luoghi più impensabili.
Anche questo è un effetto della globalizzazione. Gente che si esprime in lingue incontaminate da inflessioni dialettali che rivelano un passato dominato da ignoranza e chiusura mentale.
Anni fa il processo e il soggetto delle emigrazioni era identico, lo scopo no. Si emigrava per cercare fortuna, scappare dalla fame e povertà. Al giorno d'oggi invece non si scappa più per necessità di sopravvivenza...si sopravvive per emigrare e mettere in mostra un modello di benessere che però cela e probabilmente esorcizza un'intima situazione precaria.
I modelli televisivi che ci bombardano sono contaminati da un soggetto superficiale. L'immagine domina ogni aspetto sociale e le menti più deboli sono il target preferito di pubblicitari, grosse multinazionali di vestiti, occhiali, profumi, scarpe e ogni altro genere di bene di lusso che determina e compone quel modello da esportare nel mondo. Credo di poter affermare con assoluta certezza che questi modelli prendano soprattutto piede in Italia e forse anche in Spagna. Nel resto d'Europa attecchiscono con più difficoltà...o forse semplicemente si affermano dei modelli diversi ma sempre dominato dalle solite lobby. Ad ogni modo, questo è l'effetto della globalizzazione sul settore turistico in località sensibili a un certo tipo di propaganda. Mai visti così tanti italiani affamati di relazioni sessuali come a Praga, giusto giusto per fare un esempio. Ma la loro ignoranza è anche il loro limite al soddisfacimento dei loro istinti sessuali e di conquista. Conoscere l'arte del sapersi arrangiare non è più sufficiente. Bisogna saper comunicare in altre lingue, oltre ai dialetti o nel caso dei più istruiti dell'italiano.
Inoltre, la loro incapacità di adattamento a un mondo che si discosta da quello dei fumetti televisivi, li porta ad aggirarsi nelle vie centrali più servite dai vari Mc Donald's e Pizza Hut e a buttarsi nelle discoteche più turistiche, non rendendosi conto che lì troveranno soltanto poche prede circondate da tanti cacciatori aventi lo stesso identico scopo...e di certo non visitare il castello di Praga! I poveri europeisti si aggirano in gruppi di 6, nella povera speranza di incontrare una classe femminile svedese di un istituto di lingua italiana in gita durante il periodo natalizio...i poveri conquistatori ti osservano, ti studiano, capiscono che hai la stessa origine territoriale ma non si capacitano del come tu non possa inforcare occhiali da sole lunare, alcuna sostanza appiccicosa, del come ti possa aggirare da solo per le vie di una città, del come ti possa rivolgere in lingua straniera in un qualsiasi locale commerciale senza non dare fiato a idiomi peninsulari...non si capacitano del come non sia contaminato dal virus dell'omogeneizzazione e standardizzazione mentale causata dalla tv che è l'unica fonte di verità inconfutabile...la tv ammette queste situazioni e la tv dice il vero...la tv è la realtà...la tv sono i reality i reality sono la tv! All'università mi hanno scassato le palle con i racconti dell'evoluzione produttiva, da una situazione di produzione omogeneizzata e di massa a una differenziata e specializzata, caratterizzata perciò dalla possibilità di determinare un prodotto finale secondo tue preferenze particolari. Tu scegli l'item che comporrà il prodotto finale. Ad esempio, come già capita nel sito della Nike, puoi personalizzare il tuo acquisto con colori, figure etc del prodotto. Ma siamo proprio sicuri che ci sia libertà? La libertà nasce nel momento dell'attuazione o di decisione di una scelta? Io credo che la tv ci voglia far credere che la risposta sia la prima. Tutte cazzate. Sanno bene quale sia la verità ma trasmettono un messaggio appositamente errato. Il momento della decisione è fondamentale per l'atto dell'acquisto e il modo migliore per orientare un acquisto è determinare o influenzare lo stesso. La loro forza è la comunicazione. Riescono a invadere le menti più impreparate con sotterfugi e meccanismi inconsci che, bombardando la mente, la predispone al compimento di scelte prestabilite alla fonte. Ciò che stabiliamo al momento dell'acquisto in realtà e l'espressione voluttuaria di un soggetto esterno alla nostra sala dei bottoni ma che bastardatamente inseritosi, la comanda secondo i propri desideri.
Siamo preda di questo sistema...non c'è via di scampo. L'informazione è come l'aria. Fondamentale per lo sviluppo sociale e individuale. Fonte di crescita culturale. Ma così come le stesse multinazionali rilasciano nell'aria sostanze inquinanti che il nostro corpo assimila in piccole dosi, non mortali nel breve periodo ma micidiali nel lungo termine, così inquinano l'informazione con dosi di comunicazione velenose e finalizzate al raggiungimento dei loro obiettivi di bilancio, che spengono la nostra capacità di autodeterminarci nel brevissimo, breve, medio e lungo termine. Siamo schiavi moderni, schedati e catalogati secondo categorie di preferenze, gusti, sesso, età e hobbies comandati da un unico padrone. Lo stesso padrone che esercita e rafforza la propria forza grazie a quella prostituta di nome "mass media".

Friday, January 12, 2007

Una vita da Antonio



Q
uando si parla di sindrome di Peter Pan due sono le cose che mi vengono in mente: 1) il periodo di cazzeggio assoluto durante l'erasmus in Lituania nel 2003 e 2) la vita di Antonio, a sorpresa vincitore morale del premio speciale della critica "personaggio dell'anno".
Credo che istituirò il premio e lo conferirò ogni anno a un personaggio diverso meritevole.
Ad ogni modo ho già raccontato nei precedenti post del come avvenne il fatal incontro. Spesso si dice che la chiave di svolta sia incontrare in vacanza delle persone locali, in quanto capaci di aprirti porte altrimenti sigillate. In effetti è come se nella nostra città, dove abbiamo delle amicizie consolidate, dovesse venire a trovarci qualche amico. Senza ombra di dubbio avrebbe facilità integrativa e si gusterebbe meglio le attrattive. La nostra fortuna in questo caso è stata quella di incontrare non un locale, ma ancora meglio, un italiano inserito nel tessuto sociale.
Antonio è il classico italiano di 48 anni, vestito in maniera impeccabile e una logorria congenita che gli facilita l'azione di aggregamento e socializzazione. Altro punto a nostro favore, è stata la stessa provenienza regionale, anche se lui di spiccate origini nuoresi.
Antonio, ribatezzato lo zio, è sempre cordiale, gentile, affabile e disponibile nei nostri confronti, come ogni zio degno di nota. Noi siamo i suoi pargoli da custodire e da accudire per bene, soddisfando ogni infantile desiderio di divertimento. La nostra guida non ci deluderà e saprà sempre trovare una soluzione ai nostri problemi...ma passiamo a parlare dei nostri problemi dunque...
I nostri primi desideri di conoscenza intaccavano quella sfera di ignoranza che orbitava sopra la voce "divertimento notturno". Lo zio, forte del suo vivere a Cracovia per quasi 8 mesi dell'anno e delle sue strette conoscenze, ci portò a spasso per la maggior parte dei migliori locali cracoviani. Notare che il numero di pub, bar, locali, ristoranti e discoteche sono impressionanti e impressionatamente concentrati...anche un cinese si troverebbe a disagio da così tanta concentrazione!
Ci porta in giro per ogni genere di locale pubblico noi desideriamo...spesso saltiamo file a colpi di strette di mano e abbracci con proprietari e butta fuori. Mi sento un pò un mezzo divo e Cracovia per un attimo si trasforma magicamente in Porto Cervo. Proprio Porto Cervo è la dimora di zio nei restanti 4 mesi dell'anno. Alla domanda di cosa facesse nella vita, lo zio ci rispose con "attività di p.r. per conto di un business man che ha attività tra l'Italia e la Polonia-Russia...non eravamo stupidi da capire che il tutto puzzasse di strano, ma al tempo stesso non notavamo segnali di interesse particolare nello scarrozzarci e nell'esaudire i nostri desideri. Eravamo semprè più curiosi di scavare nel passato di Antonio e nella sua fantomatica vita privata passata..a mano a mano che i giorni passavamo ricucivamo i brandelli di un passato che è stato denso di esperienze forti e fortificanti...da una ricostruzione temporale venimmo a sapere che zio nell'84 se la spassava nella grande mela come spogliarellista e a tempo perso come gigolò...oltre a essere oggetto del desiderio di una giovane miliardaria americana. Erano i tempi d'oro dello zio...quello zio d'america che arrivava a guadagnare anche fino a 18000 dollari al mese. Ma cosa accadde allora? Cosa ruppe le ali del caro zio? Questo non venimmo a saperlo e non osammo chiederlo per non risultare troppo indiscreti agli occhi di colui che comunque ci stava risolvendo la maggior parte dei problemi logistici. Sarebbe stato lui a dirci quello che si sentiva di raccontarci. Così venimmo a sapere che zio si sposò per ben due volte. La prima volta all'età di 31 anni con una sarda dalla quale ebbe una figlia, ora sedicenne e frequentante il mio stesso liceo scientifico, e la seconda volta con una donna polacca di Danzica, dalla quale si separò dopo qualche anno per un oscuro motivo. Un giorno, dopo aver fatto dello shopping nel centro con zio, mi propose di poggiare la busta a casa sua per non trasportarmi un inutile peso. Accettai e ci dirigemmo verso il suo appartamento localizzato dietro alla piazza principale. Abitava in un bilocale, carino ma non modernissimo, dotato di doccia idromassaggio ma anche di una antiquata cucina a gas. L'odore che si alzava dai mobili e dalle stanze era di stantio, anche se alla fine era abbastanza accogliente. Poggiata la busta il colpo di scena...zio tira fuori una foto della figlia e me la mostra. I caratteri somatici erano gli stessi, ma più della foto, ciò che mi colpì fu l'atteggiamento col quale mi mostrò quel pezzo della sua famiglia. Sembrava quasi in un rassegnato distacco. Come se quella fosse sì parte della sua vita, ma ormai distaccata e indipendente. Ho anche scorto un velo di malinconia, cancellata però da un'immediata presa di coscienza che il passato era andato e il presente era lì fuori, oltre quelle mura, nei bar e locali di Cracovia. Una sensazione di tristezza mi ha accompagnato, ma non si è trascinata per un intervallo di tempo superiore a quello di riposare la foto su uno dei cestini sbadatamente lasciati sopra la cucina.
Zio è uno di quei maestri di vita, in quanto bastonati dalla vita. Fa parte di una di quelle persone indispensabili per poter comprendere quale sia la via giusta. Non voglio dire che necessariamente queste persone si reindirizzino nella retta via, ma attraverso i loro racconti, le loro storie, è come se anche tu vivessi quei momenti e potessi quindi fare tesoro dei loro errori per via di un'esperienza indiretta. Per essere un buon educatore non necessariamente devi essere stato un esempio nella vita...come ho letto da poco in un articolo, "anche dal fango spesso nascono i fiori più belli".
Comunque ora basta così o scadiamo troppo nel filosofico-romantico...parliamo di altre cose...
Zio non ha avuto una vita facile. Zio si fida troppo della gente e credo che questo sia stato l'errore più grande della sua vita. Si è sempre fidato di noi, fin dal primo momento. A me personalmente per esempio ha lasciato più di una volta le chiavi del suo appartamento, per poggiare roba, vestiti, farne uso privato...e anche per portarci Ania :)
Non credo che esistano tante persone come lui, disponibili e comunicative come lui. Ad ogni modo questa sua comunicabilità ed espansibilità è stata la causa della sua più brutta esperienza...il carcere.
Zio è stato messo dentro per 4 mesi per una questione di droga. Non sapremo mai quanto fosse vero quello che ci diceva, ma vista la veridicità di tutte le sue affermazioni da noi confermabili, possiamo essere certi di poter estendere il sillogismo pure a tutte quelle sue storie non verificabili. Non ci sarebbe stato alcun bisogno di raccontarci di una simile esperienza e nella sua voce non si scorgeva alcun segno di fierezza. La sua giustificazione fu di essere stato incastrato da un poliziotto per via delle sue conoscenza con malavitosi locali. La sua estroversione fu la causa del tutto. Così come capitò in un casinò, che ci presento un ragazzo che a suo dire viveva di furti in case e che fosse meglio conoscerlo che non, così probabilmente si addentrò in gruppi di conoscenze che lo usarono come caprio espiatorio. Ad ogni modo lo zio non era un santo e questo lo sapevamo. Anche lui peccava ed esagerava con la cocaina, ma se non altro a uso personale. Antonio, simbolo di una personalità da eterno Peter Pan, ideologo di una vita vissuta al massimo delle forze. Non importa che le forze coll'avanzare del tempo si affievoliscano...ci sarà sempre qualche magia che lo ringiovanisca e gli permetta di vivere 1 giorno in più da leone piuttosto che altri 100 da pecora.
Ancora mi rimbalza in testa una sua frase a proposito di Diego, un milanese di 50 anni trasferitosi a Cracovia per vivere di rendita: "Vedi Diego? Quello non ha capito niente della vita...viene a Cracovia per fare lo stesso stile di vita che farebbe in Italia...io credo che se vieni qua devi permetterti uno standard di vita superiore"...io aggiungerei, uno standard che ti permetta di vivere nel lusso, circondato da belle macchine, cocaina, puttane, casinò e vita notturna.
All'estero personaggi alla Antonio sono più che presenti, ma dello stesso calibro dello zio credo che sia praticamente impossibile. Vedendo la città e lo stile di vita dalla sua ottica, il mondo appariva deformato come se ci avessero messo degli occhiali da sole attraverso i quali osservare la società. Perfino gli italiani residenti là avevano storie simili da raccontare, anche se a mio parere non così complete e multicolore. Mi ricordo che ci introdusse a un altro sardo di 60 anni circa che da qualche anno viveva a Cracovia, dopo essere stato in carcere per qualche mese per dei problemi legati alla gestione di un Night club. Anche lui molto affabile e curato nei modi di porsi e porgere le domande. Seppure le storie fossero simili, la differenza stava nella diversa visione del mondo. Il nonno aveva vissuto e aveva fatto esperienze simili, ma era arrivato a un punto di non ritorno...quel punto in cui Peter Pan diventa adulto e si dimentica dei giochi d'infanzia. Lo zio, al contrario, viveva ancora nel massimo splendore quella fase. C'era però uno legame tra i due, come se uno fosse necessariamente legato all'altro. Come se lo zio, in fondo in fondo, sapesse che quello sarebbe stato il suo futuro.
Una vita quindi tra belle donne, alcool e droga...sempre nel mezzo della scena, sempre sotto un ritmo forsennato dettato dall'esigenza di non mutare e oltrepassare quella fase.
Un'altra performance esagerata, ma a suo punto di vista di virilità, ce la diede quando ci raccontò di essere stato un porno attore. Lì per lì nessuno ci volle credere, ma la genuinità del racconto venne testimoniata da delle foto nel suo telefonino, dove seminudo e in compagnia di una mora provocante completamente svestita, se la stringeva tra le sue braccia. Era quasi orgoglioso di tutto ciò e per un attimo mi balenò per la mente la foto della figlia riposta sopra la cucina.
Questo era Antonio e nessuno poteva cambiarlo. Bisognava accettarlo così come era. Devo anche ammettere che il suo non era un comportamento dettato dall'esigenza di mettersi in buona luce o di vantarsi nei confronti del primo sconosciuto. Al contrario aveva bisogno di qualcuno con cui sfogare i propri peccati, quasi come per giustificarsi e trovare una forma di espiazione sociale. Lui si distingue dalla dominante morale sociale italiana. Lui rappresenta l'antitesi ma non il distacco. Lui vuole peccare ma anche essere perdonato. Lui fa parte della società italiana. Il suo distacco non è totale ma parziale, così come parziale è la sua lontananza da casa. La sua vera vita non è là a est ma nei 4 mesi trascorsi in Sardegna.
Così come i bambini sanno a volte di fare qualcosa di sbagliato, pur sapendo che verranno puniti, così anche zio sapeva di commettere degli errori che avrebbe giustificato al primo gruppo disponibile ad ascoltare le sue pene. Non era esaltazione egocentrica di una personalità spinta al limite delle sue possibilità. Era ciò che comunemente viene denominata solitudine.
Una vita da giocoliere, in equilibrio tra una realtà di sopravvivenza sociale e un'illusione di poter cavalcare l'onda sempre e comunque. Una vita di ostentazione in una società polacca, nella quale le dosi di show off per il raggiungimento del successo sociale sono inferiori a quelle italiane. Una vita in cui tutto è apparentemente semplice e a malincuore il denaro è l'unica forza motrice. A malincuore, perchè, in fondo in fondo, lo zio è sempre lo zio e "10 zlotyni cosa vuoi che siano?"