My Photo
Name:
Location: Brussels, Belgium

Un bravo ragazzo :)

Friday, January 26, 2007

Fenomeno da strada



Mai dare tutto per scontato. Anche nei momenti più tristi e noiosi ci può sempre essere un qualcosa o un qualcuno che ci può far svoltare o semplicemente farci sentire meglio.
Durante la mia ultima notte di sabato a Monaco, uscito depresso dall'australian pub e deciso a ritornare in albergo per riposare, mi sono messo in cammino per raggiungere la stazione metropolitana più vicina.
Dopo aver percorso circa 500 metri, sul lato destro della strada voci di canti e gente accalcata affollava il marciapiede. Incuriosito, mi sono avvinato. Era un artista di strada, ma non uno di quelli comuni che si possono ammirare in qualsiasi metropoli europea. Era uno di quelli che si fanno apprezzare per la grande capacità di coinvolgere, trascinare ed amalgamare gente di razze, ceti sociali ed età differenti. Un tedesco forse inglese munito di chitarra ma ben vestito e curato. Sono rimasto in piedi per un'ora ammaliato dalla bravura di questo, come a lui piacerebbe farsi chiamare, intrattenitore. Le sue battute, il suo spirito e la sua ironia tradivano una conoscenza delle svariate sfaccettature delle popolazioni europee. Sapeva dove colpire e quando farlo, senza però mai esagerare o ripetersi inutilmente. Era spontaneo ma seguiva un copione, una trama, uno show da far andare avanti. La sua maestria, però, nascondeva bene agli occhi della gente quello stesso copione. Era in grado di seguirlo riuscendo però a combinare in maniera eccellente uno stile improvvisatorio innato. Trascinatore e mattatore. Era al centro della scena circondato da un teatro urbano i cui palchi erano composti da vetrate di centri commerciali da un pezzo chiusi al pubblico.
Circa duecento persone lo circondavano. Non erano spettatori passivi, ma venivano sapientemente coinvolti e provocati in maniera intelligente. Memorabili le battute: "C'è qualche russo tra di voi?"...e uno del pubblico: "Sì, io!"...e il fenomeno: "VLADIMIR, PUT IN!"...indicando l'ombrello multicolore aperto a mò di raccoglitore.
A fine show, la gente lanciava le monete anche da 5 metri di distanza per fare centro nell'ombrello. Beffarda anche la battuta sugli italiani al momento di chiedere monete: "Italiani, non scappate...non è la guerra mondiale!"...Fantastica anche quella sui soldi: "Ora quello che ognuno di voi NON deve fare, è mettere la mano nel proprio portafoglio, aprirlo e darmi soldi...ma la deve mettere in quella del vicino..........Polacchi e rumeni stavo scherzando!!!!" O come quando dice: "Ora, chi mi ha dato qualcosa si deve inchinare"....duecento persone che si abbassano e lui che attacca con un forte accento tedesco quei 4 o 5 che sono rimasti in piedi...per poi dire: "Ora tutti su!"...e poi di nuovo: "Di nuovo tutti giù!"
Perenni gli attacchi ai tedeschi e alle allowances verso i tedeschi dell'est...fantastica l'imitazione degli stessi. Delirante il momento in cui si abbassa sulle ginocchia e dice: "Cinesiiiiiiii, dove siete???!"...o come quando, accompagnandosi con la chitarra, accenna un motivo giapponese, si avvicina a una ragazza pseudo nipponica e le indica l'ombrello con gestualità e parole dal suono orientale. Al chè la ragazza gli dice: "Non sono giapponese...indovina da dove vengo!"...e lui: "cinese?No! Thai?No! Malesiana?No! Senegalese?"....era di Singapore comunque!
Ancora, quando alla vista di gente che alla richiesta di monete durante lo show andava via, si rivolge con "DOVEEEE VAAAIII....MORIRAI MOLTO PRESTOOO!"
E ancora, quando alla vista di un bambino in procinto di lanciare monete nell'ombrello gli si rivolge con un tono di voce molto alto e secco, appellandogli frasi in tedeso dal dolce sapore nazista!
Un'ora di risata continua. Troppo bravo e intelligente per non dargli dei soldi. Gli lancio 10 euro...se li merita tutti. Personaggi così dovrebbero lavorare in TV al posto di quei burattini e preimpostati pagliacci da museo delle cere che si vedono in programmi demenziali come lo Zelig o Bulldozer. La strada ha partorito e cresciuto un fenomeno, uno di quelli che sono ammirevoli per la loro capacità di vivere non per la fama, il successo o la bramosia di denaro, ma per la gente. Uno così spaccherebbe ovunque. Altro che Fiorello, altro che Panariello. Questo se li mangia. Questo ha qualcosa in più degli altri. Vive con la gente, vive per la gente. Non predica comicità dall'alto di un pulpito televisivo digitale, ma la forgia dal basso, da uno stesso livello dello spettatore. Lo stesso spettatore è la materia prima da modellare. Il suo narcisismo, intrinseco nella stessa definizione di cabarettista, è limitato dall'esigenza di rendere partecipe e protagonista la gente. No, uno così non lo fa per la fama da quattro soldi, quella che ti apre le porte di un Billionaire qualunque. Lo fa perchè il suo mondo, la sua gente, è la stessa che puoi incontrare in qualunque angolo della strada, nelle piazze e nei centri commerciali. Quegli stessi luoghi che magicamente, al calare delle tenebre, assumono la forma di teatri virtuali e aspaziali. La camionetta della polizia parcheggiata dinanzi al fenomeno non è simbolo di illegalità consumata su suolo pubblico e perciò di rischio fondato di interruzione dello show. Gli spettatori non paganti si ribellerebbero nelle più classiche delle rivolte da cancellazione di concerto all'ultimo minuto. La camionetta verde rende quel teatro virtuale ancora più reale o semplicemente più fenomenale.

0 Comments:

Post a Comment

<< Home