Schiavi moderni travestiti da europeisti con valigie di lattice

3 in punto di un qualunque sabato pomeriggio...un qualunquismo che ben si mescola con l'argomento del quale voglio parlarvi.
Prima però vorrei aggiornarvi sulle ultime novità relative all'imminente incursione in territorio irlandese. Venerdì prossimo si unirà alla spedizione anche Sara oltre a Eve già facente parte della compagnia. Un lungo week end di paura alcoolica e culturale che come sempre garantirà interessanti spunti di discussione per il blog. Altro aggiornamento relativo alla più grande campagna mai organizzata dall'Imperatore...il superamento delle colonne d'Ercole alla volta del mare dei caraibi. L'impresa probabilmente sarà facilitata dall'accompagnamento di fedeli scudieri. Al momento 3 sono i candidati che hanno fatto espressa richiesta di onorare l'impresa con la loro presenza. Dagmar, rossa olandese dal forte spirito avventuriero. Andrea, novello viaggiatore ma disposto a tutto pur di provare i brividi di una campagna di conquista come braccio sinistro dell'Imperatore. Infine Toni, impavido compagno di avventure in parecchie campagne a est durante il periodo baltico-scandinavo e già principe ereditario della penisola iberica. Anche il periodo è stato inquadrato: si tratterebbe delle due settimane incluse tra il 2 e il 16 marzo. Nuovi sviluppi previste per le prossime due settimane durante il quale verrà presa la decisione definitiva. Chiusa questa breve nota informativa torniamo al topic del post.
Oramai è ben noto e stranoto. Il fascino della globalizzazione contiene aspetti che da un lato attraggono e ci facilitano notevolemente la vita ma da un altro appiattiscono e brutizzano ogni tipo di esperienza. Davanti ai miei occhi ancora una volta l'immagine di Gianni Casti, proprietario del ristorante Sardegna di Utrecht in Olanda e i suoi racconti avventurosi di 40 anni prima. Quando ti potevi imbarcare da Amburgo per una settimana a bordo di navi mercantili alla volta di Leningrado, per poi fare ritorno con ogni genere di prodotto di manufattura sovietica. Al confronto con le mie spedizioni quelle sì che erano imprese d'altri tempi. Ma purtroppo e per fortuna, la società si evolve globalizzandosi cancellando situazioni al giorno d'oggi irripetibili.
Oggi tutto è semplice, tutto è rapidamente fattibile. Non c'è più tempo a disposizione per riflettere. Ciò che conta è l'azione del consumo. Veloce, così veloce da ripeterlo con cadenza infinitesimale. Cosa è rimasto del pensiero? Dove la riflessione? A quando il metro di giudizio? Tutto irrimediabilmente perduto? E' difficile rispondere a questi quesiti, ma forse sarebbe anche inutile. Il tempo imperversa e nuovi quesiti irrisolvibili spunterebbero in sequenza.
Non addentriamoci alle cause prime della globalizzazione. Non voglio soffermarmi su di esse. Parliamo piuttosto di uno degli effetti più deprimenti. Il fenomeno di emigrazione turistica verso mete fino a qualche anno fa definite "prive di interesse alcuno". Mi sto riferendo alla sede dell'Impero. Quei martoriati paesi dell'est che soltanto ora stanno riacquistando una propria fisionomia culturale che fu sovrapposta da una corrente di pensiero omogeneo e dominante: il sovietismo.
Ormai i cosiddetti "nuovi paesi entrati" a far parte dell'Unione Europea, si evolvono verso un modello sociale che rifiuta i modelli precedenti. E' comprensibile un senso di rifiuto verso quei modelli che limitò la libertà di espressione e realizzazione. Ma un rifiuto totale è sbagliato. Come in ogni cosa bisogna essere in grado di non lasciarsi far prendere dalla foga, facendosi trascinare dalla rabbia di momenti drammatici vissuti recentemente. La globalizzazione è sinonimo di giustizia e sviluppo se incalanata su binari di un socialismo che tenga conto in maniera imparziale e neutrale degli interessi universali. Ho invece l'impressione, per non dire la certezza, che la "scusa" dell'integrazione non sia stata dettata dal raggungimento dei cosiddetti "fini sociali universali" ma che al contrario quella sia stato il lato di una moneta coniata dalle più grandi multinazionali occidentali, il cui lato più oscuro sia in realtà lo sfruttamento di nuovi mercati di sbocco e lavorativi, al fine di arricchire il solito manipolo lobbista. Sento puzza di bruciato. Nel corso di molteplici discussioni avute con studenti universitari nel corso delle mie varie permanenze nell'est, i pensieri di scetticismo si accomunavano, nonostante i miei tentativi fallimentari di convincerli dei lati positivi di un'integrazione a ovest. E' anche comprensibile che questa venisse vista come l'ennesima annessione da parte di un organismo esterno è più potente, ma ad ogni modo iniziavo a sentire uno strano odore di bruciato. Ho iniziato a pensare che il mio naso fosse stato come tappato dai mass media occidentali e dal sistema culturale dominante. Annessione non è conquista e imposizione di un modello economico proprio, ma sviluppo sociale e culturale. A tutt'ora questi progressi non si sono ancora visti se non nell'interesse della classica lobby di multinazionali che hanno visto facilitato le loro attività economiche. Di riflesso le condizioni sociali non sono migliorate dal momento che un'instancabile processo di inflazione ha cominciato a far sentire i suoi effetti...senza contare dell'imminente "effetto Euro" che darà la mazzata definitiva. Certo, integrazione = maggiori opportunità...ma siamo proprio sicuri che il processo integrativo sia stato ispirato da quei principi di giustizia sociale tanto sbandierata nelle campagne politiche precedenti i referendum annettivi?
Sono rimasto attonito alla lettura di un articolo comparso sull'edizione web de La repubblica del 2 gennaio sull'annessione della Romania nella UE. Pare che solo 3 imprese nazionali di grosse dimensioni siano presenti sul territorio nazionale, mentre il resto del mercato è spartito tra le solite note. Il costo del lavoro è competitivo in confronto all'opulenta Europa dell'ovest, ma l'inflazione è alta. I lavoratori chiederanno di più, le multinazionali dovranno allinearsi prima o poi, ma dopo aver spremuto per bene 1 generazione di lavoratori e dopo essersi insediati per bene sul territorio attuando un'azione di conquista commerciale, che oramai è più influente di quella politica militare. E' questa l'UE?
Si dice che l'annessione apporti, tra i tanti benefici, lo sviluppo del settore turistico. Benissimo. Analizziamolo questo flusso turistico. Sono in grado di farlo avendo vissuto nel baltico l'anno precedente all'integrazione, quando ancora veniva richiesto passaporto e visto per risiedere stabilmente. Come sappiamo bene l'utilizzo del passaporto scoraggia tanti turisti, in quanto comporta scocciature burocratiche evitabili in paesi dove è necessario esclusivamente l'utilizzo della carta d'identità. Ecco il motivo per il quale la Tunisia ha ratificato un accordo internazionale attraverso il quale i turisti europei possono visitare il paese senza utilizzo del passaporto. A una condizione però...che prenotiate un pacchetto turistico..cioè volo e albergo assieme. Vi siete mai chiesti perchè? Proviamo ad indovinare....vuoi vedere che dietro a quell'accordo ci sono le lobby alberghiere e aeree? Chi ci sta dietro a queste? Pensateci bene...io l'ho già fatto.
Ma torniamo a parlare dello sviluppo turistico...vi dico io chi erano gli emigrati al tempo precedente all'ingresso nella UE. Un ristretto gruppo di seri uomini d'affari e un altro ristretto di pseudo business man con 24 ore riempite di lattice e vaselina. Cosa è cambiato ora? Niente...soltanto le proporzioni tra soggetti facenti parte del primo gruppetto e del secondo. Il primo gruppo rimpicciolito a scapito delle grosse multinazionali che hanno e stanno ampliando i loro investimenti. Il secondo gruppetto si è invece moltiplicato come farebbero due conigli lasciati liberi di figliare a briglia sciolta...e non solo!
L'effetto devastante è stato un aumentare sproporzionato di emigranti in cerca di contatti sessuali facili e a buon mercato. Avere facilmente ciò che in patria è oramai un miraggio. mettere in mostra il loro armamentario è il loro sport preferito. Trattasi di occhiali firmati inforcati in piena notte. Abiti tirati, lucidissimi e accompagnati da gelatine appiccicose, come i loro atteggiamenti verso le povere ragazze accerchiate e stanate nei luoghi più impensabili.
Anche questo è un effetto della globalizzazione. Gente che si esprime in lingue incontaminate da inflessioni dialettali che rivelano un passato dominato da ignoranza e chiusura mentale.
Anni fa il processo e il soggetto delle emigrazioni era identico, lo scopo no. Si emigrava per cercare fortuna, scappare dalla fame e povertà. Al giorno d'oggi invece non si scappa più per necessità di sopravvivenza...si sopravvive per emigrare e mettere in mostra un modello di benessere che però cela e probabilmente esorcizza un'intima situazione precaria.
I modelli televisivi che ci bombardano sono contaminati da un soggetto superficiale. L'immagine domina ogni aspetto sociale e le menti più deboli sono il target preferito di pubblicitari, grosse multinazionali di vestiti, occhiali, profumi, scarpe e ogni altro genere di bene di lusso che determina e compone quel modello da esportare nel mondo. Credo di poter affermare con assoluta certezza che questi modelli prendano soprattutto piede in Italia e forse anche in Spagna. Nel resto d'Europa attecchiscono con più difficoltà...o forse semplicemente si affermano dei modelli diversi ma sempre dominato dalle solite lobby. Ad ogni modo, questo è l'effetto della globalizzazione sul settore turistico in località sensibili a un certo tipo di propaganda. Mai visti così tanti italiani affamati di relazioni sessuali come a Praga, giusto giusto per fare un esempio. Ma la loro ignoranza è anche il loro limite al soddisfacimento dei loro istinti sessuali e di conquista. Conoscere l'arte del sapersi arrangiare non è più sufficiente. Bisogna saper comunicare in altre lingue, oltre ai dialetti o nel caso dei più istruiti dell'italiano.
Inoltre, la loro incapacità di adattamento a un mondo che si discosta da quello dei fumetti televisivi, li porta ad aggirarsi nelle vie centrali più servite dai vari Mc Donald's e Pizza Hut e a buttarsi nelle discoteche più turistiche, non rendendosi conto che lì troveranno soltanto poche prede circondate da tanti cacciatori aventi lo stesso identico scopo...e di certo non visitare il castello di Praga! I poveri europeisti si aggirano in gruppi di 6, nella povera speranza di incontrare una classe femminile svedese di un istituto di lingua italiana in gita durante il periodo natalizio...i poveri conquistatori ti osservano, ti studiano, capiscono che hai la stessa origine territoriale ma non si capacitano del come tu non possa inforcare occhiali da sole lunare, alcuna sostanza appiccicosa, del come ti possa aggirare da solo per le vie di una città, del come ti possa rivolgere in lingua straniera in un qualsiasi locale commerciale senza non dare fiato a idiomi peninsulari...non si capacitano del come non sia contaminato dal virus dell'omogeneizzazione e standardizzazione mentale causata dalla tv che è l'unica fonte di verità inconfutabile...la tv ammette queste situazioni e la tv dice il vero...la tv è la realtà...la tv sono i reality i reality sono la tv! All'università mi hanno scassato le palle con i racconti dell'evoluzione produttiva, da una situazione di produzione omogeneizzata e di massa a una differenziata e specializzata, caratterizzata perciò dalla possibilità di determinare un prodotto finale secondo tue preferenze particolari. Tu scegli l'item che comporrà il prodotto finale. Ad esempio, come già capita nel sito della Nike, puoi personalizzare il tuo acquisto con colori, figure etc del prodotto. Ma siamo proprio sicuri che ci sia libertà? La libertà nasce nel momento dell'attuazione o di decisione di una scelta? Io credo che la tv ci voglia far credere che la risposta sia la prima. Tutte cazzate. Sanno bene quale sia la verità ma trasmettono un messaggio appositamente errato. Il momento della decisione è fondamentale per l'atto dell'acquisto e il modo migliore per orientare un acquisto è determinare o influenzare lo stesso. La loro forza è la comunicazione. Riescono a invadere le menti più impreparate con sotterfugi e meccanismi inconsci che, bombardando la mente, la predispone al compimento di scelte prestabilite alla fonte. Ciò che stabiliamo al momento dell'acquisto in realtà e l'espressione voluttuaria di un soggetto esterno alla nostra sala dei bottoni ma che bastardatamente inseritosi, la comanda secondo i propri desideri.
Siamo preda di questo sistema...non c'è via di scampo. L'informazione è come l'aria. Fondamentale per lo sviluppo sociale e individuale. Fonte di crescita culturale. Ma così come le stesse multinazionali rilasciano nell'aria sostanze inquinanti che il nostro corpo assimila in piccole dosi, non mortali nel breve periodo ma micidiali nel lungo termine, così inquinano l'informazione con dosi di comunicazione velenose e finalizzate al raggiungimento dei loro obiettivi di bilancio, che spengono la nostra capacità di autodeterminarci nel brevissimo, breve, medio e lungo termine. Siamo schiavi moderni, schedati e catalogati secondo categorie di preferenze, gusti, sesso, età e hobbies comandati da un unico padrone. Lo stesso padrone che esercita e rafforza la propria forza grazie a quella prostituta di nome "mass media".


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