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Un bravo ragazzo :)

Wednesday, April 25, 2007

Santa Clara, la perla dell'altura


L'arrivo a Santa Clara era quasi una liberazione. Sará capitato sicuramente anche a voi di sentire l'esigenza di abbandonare i ritmi stressanti della cittá per rifugiarsi in qualche cittadina di montagna dove i ritmi lenti si confondono con il riposo e con il buon cibo...noi speravamo di trovare anche buona figa, ma visto l'andazzo dei giorni precedenti ci aspettavamo di dover pagare pure qua! La camera era molto pulita, come del resto tutte le altre che avevamo visitato precedentemente (a parte quella vomitata di Abilio, il vecchio furbone). La famiglia sará molto gentile e il cibo scopriremo essere divino. Il marito infatti era un cuoco professionista con tanto di diploma e i suoi piatti semplicemente squisiti...la moglie amministrava i conti in casa e devo ammettere che era abbastanza reclinabile...mi sembra che anche lei peró avesse un pó di baffi...giusto Andrea o sbaglio?? Il figlio con gli amichetti giocavano con la play station in salone e anche questo era sintomo di famiglia benestante! Scopriremo poi, infatti, che una parte della famiglia é residente a Miami e foraggia la famiglia cubana con contributi importanti. Ma la vera sopresa della casa era Franco! Grande esperto di Cuba e del Sud America in generale, abbiamo cenato assieme a lui per i due giorni che abbiamo trascorso a Santa Clara, tra un racconto delle sue prime esperienze a Cuba 20 anni prima, dei grandi cambiamenti dell'isola, della storia del Che e delle tante altre cose riguardanti l'Italia e gli italiani all'estero...fisicamente Franco ricorda un pó Maradona, un pó paolo Rossi...il comico si intende! Fisico da galletto emiliano e tipico accento bolognese! Grande sostenitore della sinistra italiana, ma deluso dalla condotta immorale della stessa. Capello riccio e faccia abbronzata, sulla cinquantina d'anni e con gambe depilate...insomma un pavone sessantottino! Era accompagnato da una signora emiliana sui 45 anni che come tutte le emiliane era un pó volgarotta ma allo stesso tempo molto alla mano! I discorsi tra un piatto di pollo e riso e un altro vertevano su Cuba. In sostanza eravamo giá al corrente di molte fregature alle quali vengono sottoposti i turisti ignari...vedi sigari di contrabbando, ma Franco ci dá utili informazioni sulla droga e su come avvenga la circolazione di essa sull'isola. Chiaramente arriva dalla Colombia ma viene considerata illegalissima e perció non se ne trova con facilitá. Lo stato considera l'uso e lo spaccio di droga come un reato gravissimo e perció molti cubani collaborano con la polizia per scovare turisti in cerca di essa...pare che in cambio di queste utili informazioni possano liberarsi da precedenti pene inflitte per reati minori...insomma un verso scambificio di informazioni e di favori...ci racconta di un suo amico che era stato incastrato da qualche cubano e che aveva scontato diversi anni nelle non accoglienti carceri cubane...ci spiega di come i carcerati vengano impegnati in lavori sociali senza essere controllati...tanto la via di fuga non esiste dall'isola e in caso di tentata si rischiano pene severissime. Ci dice anche che tempo fa era stato pedinato dalla polizia, in quanto la stessa polizia pensava che pure Franco ci fossse di mezzo nel casino dell'amico...insomma il tempo vola e tra una discussione e l'altra il discorso cade su un loro acquisto di giornata. Dopo aver girovagato con la macchina di pomeriggio si sono ritrovati in un campo dove alcuni contadini gli hanno proposto la vendita di alcune banane...visto il prezzo irrisorio lo zio decide di comprarne l'equivalente di 3 euro...gli viene riempito il cofano di banane e ce ne offre qualcuna...in effetti la macchina puzza di banane ma il tutto contribuisce a rendere l'atmosfera un pó piú tropicale...la cena finisce con un consiglio...andare al cayo Santa Maria perché viene considerato un paradiso tropicale! Subito ci incuriosiamo e ci promettiamo di visitarlo il giorno dopo! Ma la notte avanzava e la curiositá di scoprire una nuova cittá era di assoluta prioritá...Franco ci propone di andare con loro i quali ci avrebbero mostrato il centro e i locali..accettiamo! Dopo cena ci prepariamo in maniera molto casual e saliamo a bordo della Hunday di Franco...la cittá é un labirinto intricatissimo di strade formate a raggi che partivano dal centro e dalla piazza centrale verso l'esterno...in teoria non era difficile orientarsi, ma ad ogni modo procediamo con cautela...ci separiamo da Franco e consorte e giungiamo nella piazza centrale...la cittá é sicuramente affascinante..i palazzi coloniali e perfettamente ristrutturati (almeno al centro) mi fanno pensare di essere in una qualsiasi cittá spagnola in estate...l'atmosfera é molto giovanile e cordiale..nessuno si avvicina per importunarci o cercare di vendere i propri servizi...ecco il vero relax..tropici, caldo e gente giovane! Chiaramente non passiamo inosservati ma nessuno si avvicina a disturbarci...arrivati a una certa ora decidiamo di andare in un bar consigliatoci da Franco...non distava tanto dal centro e perció ci andiamo a piedi...finalmente non siamo piú costretti a guidare la notte e soprattutto in una cittá dove l'illuminazione al di fuori del centro era pari a zero! Arriviamo al bar dove l'ingresso si paga 4 euro ma con 4 consumazioni incluse...il posto é molto piccolo e subito inizia una sorta di spettacolino cabaret..molta gente é seduta sui tavolini e molte sono le coppie o i gruppi di giovani...sembra che sia un punto di ritrovo per i giovani locali...ma quelli giá accoppiati...non sembra un posto da Impero ma comunque rimaniamo perché non abbiamo molta voglia di girovagare senza meta in cittá, siamo stanchi e subito una cerbiatta si alza per danzare sinuosamente davanti ai miei occhi...rimango a bocca aperta per le capacitá di ballerina e per quel suo innato talento nel bilanciare bacino con resto del corpo...sono rapito dal ritmo di salsa ma allo stesso tempo inibito dall'incompetenza e stanchezza che mi divora animo e corpo...vorrei lanciarmi ma ad ogni modo la cerbiatta lavora per un altro gruppo di persone che fanno il loro dovere in pista...assisto come spettatore e testimone europeo di una cenerentola centro americana...penso all'Europa, ai ritmi veloci di lavoro e lenti di vita...qua sí che sanno come godersi la vita, qua sí che si puó perdere facilmente la testa per questo Eden coloniale...la ragione deve prevalere sull'istinto..facili perdite di testa potrebbero risultare dannose per l'Imperatore...attingo da tutta la mia esperienza nei paradisi dell'est..devo resistere e non cadere preda di facili emozioni...devo registrare attivamente ma non venire coinvolto totalmente da una magia che presto sarebbe scomparsa...resisto, ma é sempre piú difficile..cerco di distrarmi osservando un bulletto di periferia locale che attacca briga con un turistello canadese sfigatello...viene preso di mira e io osservo la scena...é un debole...io lo sto diventando sempre di piú ad ammirare i ritmi forsennati della cerbiatta e quel sorriso ammaliante e intrigante...sto per cedere...ma a un tratto come un deus ex machina, Andrea, sí proprio lui, mi viene incontro proponendomi di andare via...é l'ancora di salvezza...quel vedere ma non poter toccare mi stava distruggendo dall'interno...era meglio andare a dormire e riposare per bene per poi poter godere appieno del sabato del giorno dopo...avremmo fatto tappa a Cayo Santa Maria...un altro paradiso attendeva di essere esplorato...

Continua...

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