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Location: Brussels, Belgium

Un bravo ragazzo :)

Thursday, March 22, 2007

La compagnia habanera



Riprendiamo i racconti di fantascienza ed abbandoniamo per un attimo i discorsi e gli attivismi politici. Eravamo arrivati alla conclusione del primo giorno all'Habana. Riprendiamo con la sveglia della seconda giornata. Marta ci aveva preparato una colazione classica cubana...succo di frutta, pane, frittata e frutta fresca...ma questa volta con l'aggiunta di latte e 3 biscotti che normalmente verrebbero considerati off-limits, ma in quel contesto diventavano merce ad alto valore intrinseco! Potevamo scambiare quei 3 diamanti con ben altri beni di lusso! Li chiamo diamanti ma dovrei chiamarli rubini...il centro era costituito da un nucleo di marmellata incastonata dal leggero sapore chimico-tossico...ma la soddisfazione di inzuppare un biscotto (quello vero) era un qualcosa che manco con la Mastercard ci saremmo potuti permettere. Ci godiamo quei momenti di assoluto piacere mistico e osserviamo dall'alto del quarto, piano la vista sul Malecon e golfo habanero...a dire la verità per poter osservare il mare e la magnifica vista sono costretto a saltare...non so per quale motivo gli ingegneri avessero progettato delle finestre così alte, tale da permettere il passaggio della luce ma non da allungare la vista sul paesaggio. Ci prepariamo per andare verso Playa dell'Este...finalmente possiamo buttarci su un'altra spiaggia da "isola dei famosi" dopo qualche giorno di purgatorio nei gironi autostradali cubani. La città è veramente anarchia pura. Mi sembra di essere a Napoli. Casino ovunque e inquinamento assurdo...ma vi ho già descritto le strade cubane..andiamo oltre...arriviamo con un culo assurdo alla spiaggia ricercata...come detto i cartelli stradali sono un optional...andiamo a caso, parcheggiamo la macchina e ci lanciamo in spiaggia...non ci sta un'anima ma almeno il sole non è assente. Iniziamo a pensare che ai cubani venga proibito perfino l'accesso in spiaggia. Di lato a noi ci stanno due straniere che puntualmente dopo qualche minuto vengono abbordate da un cubano...in verità il ragazzino sembra tranquillo, ma come volevasi dimostrare, tempo 10 minuti, una guardia della polizia che si faceva le vasche di sabbia su e giu per la spiaggia, gli si accosta e ci parla...ci aspettiamo un finale da polizia americana, con perquisizione e ammanettamento, ma invece una improvvisa intromissione di una delle due turistelle permette l'allontanamento del Rambo di turno con un pugno di mosche in mano. Nel frattempo giochiamo con le noci di cocco sulla spiaggia e in quel frangente registriamo diversi video da consegnare ai nostri amici in Italia, così come faceva un certo Dott. Stranamore consegnando video qualche anno fa in giro per la penisola. In uno dei video sono intento ad aprire una noce con utensili da uomo delle caverne. Sono nero come una seppia cannibale, indosso un costumino attillato che mette in mostra la mia muscolatura accentuata da quei movimenti sensuali e oscillatori che mi permettono l'apertura del guscio rigido della noce...sono un poeta! Soddisfatto per la spaccatura dell'involucro, rimango deluso per il contenuto oramai marcio...del resto se queste noci giacevano sulla sabbia incustodite ci sarà pur stato un valido motivo...il secondo video è muto come nella migliore delle tradizioni chapliniane...il silenzio però è interrotto da una serie di concetti aventi come tema la goduria assurda nel pensare che i riceventi del messaggio potessero essere al freddo e al gelo...come sono natalizio!! Si fa ora di pranzo...ci dirigiamo verso un chioschetto che prepara del cibo arrosto...si rivelerà una chiavica e ne pagheremo le conseguenze qualche ora più tardi pagando dazio severamente nella toilet...di lato a noi due coppiette di ventenni...2 ragazze credo americane o canadesi e 2 cubani neri come la pece...stile dei neri? Bob Marley. Parlano del più e del meno, ma quello che attira l'attenzione sono le più che convicenti argomentazioni che i loro accavallamenti di gambe suggeriscono. La differenza tra le due coppie è che mentre una è composta da una ragazza che se la tira a più non posso e non sembra cedere alle lusinghe di Bob, l'altra è già più che avanti...Bob 2 tasta con mano e non solo la qualità della merce transnazionale...il tutto con un professionismo e serietà tipico di un cubano navigato, abituato a ricevere e consolare turiste di mezzo mondo...nel frattempo sono sempre più disgustato dal mio razzismo estremo che mi porta a disprezzare questa scena e a far scaturire in me una gelosia e invidia da far paura alla definizione di gelosia e invidia. Abbandoniamo la taverna dopo aver maledetto il conto e il pesce duro come una suola...torniamo in spiaggia per l'ultima oretta di timido sole...poi torniamo a casa.
Miracolosamente troviamo la strada dopo esserci persi per aver mancato il bivio giusto. Habana non perdona un simile errore e infatti siamo costretti a chiedere nel buio della notte a ogni persona incontrata lungo la tratta. Il problema è distinguere tra persone, galli, galline, cavalli e asini...ok, ho esagerato...i galli e le galline non li ho visti :) Ma chissà quanti ne ho schiacciato :)
Un ragazzino ci indirizza finalmente verso la direzione corretta e ritroviamo la retta via. Arriviamo sani e salvi a casa sperando che Marta ci possa fare un regalino. Invece la maleducazione di questa donna è così grande da non preoccuparsi nemmeno di farci trovare nel letto due cubanite pronte pronte da scartare come un uovo di pasqua. Ma la notte doveva ancora iniziare e le speranze e le aspettative di non dover scartare le lenzuola e trovare la solita sorpresa di 1 metro e 90, di 95 kg e senza capelli di fianco al letto erano evidentemente molto alte. nel frattempo che Andrea si butta in doccia, scendo al piano di sotto e mi butto sulla terrazzina condominiale dove incontro i due italiani che sarebbero dovuti andare a dormire per due settimane da Jorge: Attilio e Massimiliano. Entrambi sono napoletani e mentre Attilio ha sui 45 anni, sposato e con un figlio, Massimiliano ne ha 27, ex carabiniere e in attesa di occupazione. Per entrambi si trattava della terza esperienza a Cuba, dopo essere stati a Playa dell'Este e Varadero in albergo. Inizio a parlarci e li trovo subito in sintonia con le mie idee. L'impressione è molto buona e già mi sfiora un pensiero in mente di unirsi per questa missione habanera. nel frattempo Andrea si unisce e inizia a parlare con Massi. Io continuo la discussione con Attilio, il quale mi chiede incuriosito molte cose sull'università, dal momento che il figlio aveva una mezza intenzione di iscriversi in economia...ed essendo il sottoscritto un Imperatore dottore, chi meglio di me poteva dargli dritte sull'orientamento universitario e sui diplomi bachelor in prospettiva post universitaria-lavorativa? Nel frattempo si aggiunge alla discussione anche un altro italiano amico di Attilio, napoletano anch'egli, ma sposato con una cubana da diversi anni e accompagnato dalla figlia di 5 anni. Domenico è un ragazzo di 35 40 anni che periodicamente si fa il viaggio transcontinentale per stare diversi mesi a Cuba. Possiede la cittadinanza cubana, in quanto sposato e ci confida di non lavorare sull'isola, ma di godersi i mesi come una vacanza in attesa di tornare a Napoli per lavorare in un ristorante pizzeria. La cosa divertente è che il governo cubano aveva anche provato a obbligarlo a lavorare...sapete come sono sti pseudo comunisti! La risposta di Domenica al tentativo d'obbligo era emblematica di una tipica furbizia partenopea. Chiediamo a massi e Attilio se si volessero unire a noi e loro accettano volentieri. Sono contento anche perchè sentivamo l'esigenza di creare un gruppetto, un branco per affrontare con più sicurezza la giungla urbana. Attilio però ci promette di aggiungersi più tardi, dopo aver incontrato un'amica cubana. Ci diamo appuntamento verso le 23 davanti a un hotel vicino alla casa particular. Nel frattempo io mi butto in doccia e con Massi ci diamo appuntamento per il dopo cena...Marta ci doveva deliziare con le sue specialità, ma forse avrebbe fatto meglio a deliziarci con altre specialità come sua figlia & friends...
L'ora di incontrarsi sul pianerottolo condominiale con Massi giunge repentinamente e dopo aver evitato di mangiare delle seppiette nere, non perchè fossero cannibali, ma perchè ustionate nella frittura d'olio di motore cubano e perciò ad alto rischio cancerogeno, dopo aver evitato buona parte del cibo di pessima qualità, mi tolgo uno sfizio. Chiamare al telefono Kenia, la ragazza cubana conosciuta a Milano l'anno prima. Dopo averci pensato per bene non trovavo giusto il non salutare e fare una sorpresa a sta brava ragazza che tanto si era comportata bene con me. Chiedo la cortesia a Marta di poter fare una telefonata e mi accingo a comporre il numero. Kenia all'inizio non mi riconosce, ma del resto non la biasimo...chi potrebbe riconoscere dalla voce una persona, che comunque si suppone non sia nel tuo paese a 10000 km di distanza e che con tanta nonchalance ti dice alla cornetta: "ciao Kenia sono Riccardo, ti ricordi di me?"...ma io conosco la parola chiave che mi permetterà la facile identificazione "ho trovato gli occhiali"! Dovete infatti sapere che sta ragazza l'avevo agganciata nei navigli mentre mi provavo degli occhiali da sole nella bancarella di un indiano. Lei, assieme ad una amica stava di lato e io, non so perchè, mi sono rivolto a lei per chiederle consiglio sugli occhiali provati...all'inizio e sentendola parlare pensavo fosse brasilena, ma alla notizia che fosse cubana non ci credevo...non mi voglio dilungare troppo su questa storia anche perchè ci dedicherò un post preciso, ad ogni modo la saluto e le chiedo dove precisamente risiedesse a Cuba...giusto per continuare la tendenza sfigata mi dice di essere dall'altra parte dell'isola a 800 km cubani dall'Habana...ciò significava non poterci vedere al 90%, anche perchè la ragazza 26enne era madre di un ragazzino di quasi 10 anni...eh sì, a Cuba questa è la normalità. Del resto il governo promuove politiche riproduttive incontrollate per "vincere la nostra battaglia". Mi promette di poter affitare una macchina e di venirci a trovare a Santa Clara...diciamo a mezza strada, e io accetto volentieri, ma alla fine dovrà rinunciare per motivi familiari...un pò mi è dispiaciuto non incontrarla e scambiare le mie sensazioni cubane con una persona che conosce per bene la realtà italiana e che quindi sarebbe più critica verso i difetti della società cubana e potrebbe mettere in luce i pregi della stessa. Pazienza. Del resto non si può mai escludere di tornare in un posto, specialmente se quel posto non viene visitato. Conclusa la telefonata che, in veirtà, mi mette molto buon umore per la simpatia coinvolgente di Kenia, io e Andrea ci dirigiamo verso la porta per fronteggiare nuove avventure con un nuovo scudiero. Questa volta la notte si preannuncia ricca di colpi di scena e le sorprese in effetti non mancheranno...

Continua...

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Purtroppo ho letto il post...purtroppo ho letto la metafora della seppia cannibale, del costumino e di tutto il resto...purtroppo questa immagine faticherà ad essere rimossa dalla mia testa nelle prossime ore... ;)

12:32 AM  
Blogger Ricky23 said...

Ehm ehm...veramente doveva accadere che questa immagine rimanesse scolpita néll'immaginario femminile...ci deve essere stato un errore non previsto...ops..

2:04 AM  
Blogger Ricky23 said...

Ah, ora ho avuto un flash...mentre mangiavamo nel chioschetto il nostro ottimo pesce suola, in un altro lato un sessantottino norvegese, figlio dei fior(d)i, sedeva accanto a noi....viene abbordato da una cubana che sembrava piú una tossica che altro...in sostanza (stupefacente) era messa molto male...le paga il conto di pochi miseri dollari (sempre che se ne capaciti) e si involano via, felici, verso nuove mete avventurose...anche questo é amore!

2:10 AM  

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