Malato di mente...e non solo
Buon pomeriggio cari lettori,
e sì, purtroppo sono vittima anche io della famigerata influenza che si sta abbattendo su tutta l'Europa...sono malato da ben due giorni e "purtroppo" ho dovuto disertare l'ufficio per questo inizio di settimana...in verità stavo già male da qualche giorno prima, ma pensavo che si trattasse di un malessere passeggero.
La botta finale mi è arrivata domenica...eppure non sono andato a giocare come tutte le domeniche al Bois...parco di Bruxelles dove ogni settimana si affrontano due squadre composte da stranieri emigrati a Bruxelles per motivi di lavoro...un pò ricordano quelle mitiche partite tra scapoli e ammogliati dei film fantozziani, visto che si gioca sotto ogni tipo di condizione atmosferica...sole, vento, pioggia, neve e ghiaccio...incurante di tutto ciò due settimane fa e nel bel mezzo di una tempesta di vento e pioggia mi sono avventurato come tutte le domeniche alle 12 al "Buat"....il manto erboso succinto da un delizioso laghetto addobbato di paperelle e cigni a fare da contorno.
E' quasi un anno ormai che vado a giocare e ormai sono uno dei fedelissimi...la maggior parte sono italiani ma ogni tanto le selezioni vengono arricchite da "ultimi acquisti da urlo". E così una volta si presentò un coreano che venne subito arruolato per le sue doti da "urlatore" al fine di farsi passare una palla....ma Bruce Lee con il suo "urlo di Chen" non solo terrorizzava tutto l'occidente ma anche il compagno di squadra che maldestramente si trovava nei suoi pressi. Misteriosamente scomparve dalla scena dopo qualche partita...
Altro personaggio imperdibile è stato il mitico Bob Marley...un negrone sui 45 anni...o forse anche meno, ma da un fisico possente e dalla tecnica sopraffina...le sue qualità andavano oltre le carezze che sapeva dare alla sfera e si diffondevano alla squadra che sapeva trarre forza e vigore nell'impostazione della trama offensiva. Maestro, più che capitano coraggioso. Per sfortuna e come tutti i buon maestri di vita, anche lui scomparve ma la sua presenza rimase per sempre nei nostri cuori.
Ultimamente invece due nuovi acquisti hanno calcato il manto erboso del "Buat". Due ragazzi di colore che vagamente ricordavano Suazo e Alvarez. Il Suazo dei poveri era un calciatore di poche parole, ma con il suo scatto felino divorava autentiche praterie mettendo in difficoltà qualsiasi avversario. L'Alvarez de no'antri invece era dotato di una visione di gioco fuori dal comune. Risolveva con una facilità disarmante qualsiasi situazione intricata e in mezzo al campo lottava come un leone in gabbia.
Ahimè, anche questi due assi sono stati solamente due meteore.
Altri due personaggi sono degni di nota...il primo, colui che fu ribattezzato "l'uomo di Gomma". Ultimo degno rapprensentate di una vecchia scuola di stuntmen per film d'azione, l'uomo di gomma, inesauribile pendolino sulla fascia, sapeva come e quando mordere le caviglie dell'avversario. Unico nel suo genere nello scivolare per via di un contrasto con le sue stesse caviglie. Cammello! Dopo una serie interminabili di vaffanculo pronunciati senza alcun pudore da Pippo, antico maestro fondatore della "domenica al Buat" da plurime generazioni, il campione decidette di appendere le scarpette al chiodo entrando in tackle scivolato anche sullo stesso chiodo!
La palma di miglior personaggio però, io la darei a un profeta del calcio arruolato all'ultimo minuto prima del fischio d'inizio, mentre si cuoceva la pelle già arsa dal sole grigio Bruxellese. La sua prima e ultima apparizione è stata fugace ma ha lasciato un segno indelebile dentro di noi. Il suo stile da galeotto con il dente affilato è memorabile, come il suo tatuaggiona sulla spalla. Come poi dimenticarsi la sua magliettina bianca allacciata sui fianchi per mettere in mostra il suo fisico da autentico palestrato. Indimenticabile anche la fascetta per cingersi i capelli. barbetta incolta, ma di quella lasciata crescere appena due millimetri per darsi ancora di più un'aria da duro. Accentuato anche da una goccia di sudore che scorreva sul pettorale nudo al vento e da dei shorts che lasciavano intravedere ulteriori tatuaggi maori sul polpaccio destro. Un mito!


2 Comments:
Che malinconia...!!! sono riuscito ad incrociare solo il coreano! ma che dire? qual è il goal più bello fatto in quel parchetto? ...mmmm... io mi ricordo solo un triangolo con passaggio di ritorno alto, stop di petto e rovesciata... la malinconia cresce... buone partite, non si sa mai, a volte tornano!!
Forse il classico appuntamento domenicale con la Champions league non avrá piú un seguito...Pippo si é rotto le scatole dopo l'ennesimo pacco da parte della maggior parte della gente che spavalda si fa avanti in massa in periodi primaverili....é anche vero che il giorno che nessuno si é presentato ci stava una tempesta tipo quelle che ogni tanto si scatenano in Nebraska...
Il Coreano era degno di una hall of fame!Immortale!!!
Per quanto rigurda il goal piu bello, credo che abbia ragione...mi ricordo un goal in rovesciata anche se ora mi sfugge chi l'avesse fatto...eri tu? Non ricordo...
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