Cattedrali nel deserto
Missione compiuta...un'altra bandierina sul suolo tedesco è stata appena conficcata, l'Impero si espande!
Questa volta l'impresa si è svolta con il sostegno di altri 8 avventurieri che hanno accompagnato il sottoscritto, l'Imperatore alla scoperta di una nuova meta. Devo ammettere che non conoscevo quasi niente su Colonia, ma avevo sentito parlare un gran bene soprattutto per i suoi mercatini di Natale.
Ignaro di cosa potesse aspettarmi son partito alla volta della quarta città teutonica per numero di abitanti.
Il viaggio è durato appena 2 ore e non si sono verificati molti intoppi. Arrivati verso le 2 a Colonia, ci siamo subito diretti verso il centro. Il primo mercatino che abbiamo incontrato non ci ha regalato tante soddisfazioni, se non l'ebrezza di tastare i tipici bratwurst locali, accompagnati da un gustoso vincaldo. Dopo esserci rifocillati per bene ci siamo messi in marcia alla volta della meta finale....la famosa cattedrale!
Camminare per le vie della città, devo ammetterlo, non mi ha regalato forti emozioni. La città è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale in maniera molto severa e circa il 90% degli edifici è stato raso al suolo...

I palazzi infatti sono grigi, piatti, banali nei loro elementi architettonici...anzi li definirei low cost! Tutto ciò è comprensibile se pensiamo che nell'immediato dopo guerra l'esigenza di una rapida ricostruzione era tale da affrettare i lavori in maniera eccessiva. Dopo aver visitato diverse città tedesche e averne verificato le enormi potenzialità economiche, mai mi sarei aspettato una simil bruttura e la mancanza di uno sforzo di abbellimento architettonico. A francoforte, per esempio, molti palazzi post conflitto sono stati abbattuti e ricostruiti secondo sì canoni moderni, ma seguendo una linea architettonica sicuramente non "low cost".
Colonia, per certi versi, ricorda la via centrale di Kaunas in Lituania. Vie tendenti all'infinito sulle quali si affacciano palazzi moderni di 4 piani, la cui unica funzione è quella di attrarre nei centri e negozi commerciali al loro interno, visitatori, turisti e potenziali acquirenti.
La vie sono interminabili e la folla pure. Sarà il periodo natalizio, sarà il clima e la strana temperatura "mite" che avvolge la città a causare un sovrappopolamento urbano come mai mi era stato possibile sperimentare prima d'ora. A un tratto ho iniziato a pensare di essere in fila per l'ingresso di un concerto gratis di Madonna, Michael Jackson e i Beatles messi assieme. A un tratto il primo miracolo...lievitamento da terra!!! Ah no, semplicemente venivo trascinato dalla folla, incastonato come una pietra preziosa nel quadrante di un orologio dal meccanismo complesso. La folla decideva la mia direzione e come per inerzia mi appropinquavo verso il centro della piazza...lì...proprio lì dove girato l'angolo si aprì dinanzi ai miei occhi la maestosa cattedrale...è difficile da spiegare e descrivere (ecco perchè ho deciso di postare una foto) un cotale monumento e perciò non mi ci soffermo neanche.
Gli unici pensieri che mi sono balenati sono stati relativi al contrasto eccessivo tra il piattume e fake degli edifici circostanti e la meraviglia gotica. Ho anche pensato di essere nel bel mezzo del film il signore deli anelli, vista la somiglianza delle torri e la presenza di una compagnia numerosa di amici...desideroso di andare a caccia del "mio tessssssssoro", il mitico anello descritto da Tolkien, mi lancio con una proposta di visita della chiesa con annessa torre....l'interno della chiesa è come da programma abbastanza grigio e poco accogliente....anche se sufficientemente impressionante da controllare orde di contadini analfabeti in epoche inquisitorie...visitiamo velocemente la cattedrale e immediatamente ci dirigiamo verso il punto di salita della torre...il costo è due euro. Iniziamo la salita dei 500epassa gradoni piccini e già a metà strada perdiamo due compagni di spedizione d'avventura....per loro la salita è troppo faticosa e lo sconforto li assale proprio lì lì....vicini alla meta finale....riescono solo a raggiungere la parte intermedia da dove si può gustare una delle più grandi campane al mondo....il desiderio di suonarla è tanto , ma ci tengo ai mie timpani e facendoci coraggio, ci lanciamo sull'ultima rampa di scale...la scala diventa metallica e il freddo comincia a essere pungente visto che la parte finale del campanile è aperta...Inizio a tremare, la scala si agita sempre di piu e con un istintivo gesto afferro la scala ferrea che nel frattempo diventa a chiocciola...una battuta dello zelig mi viene in mente...ingegneriiiii di merdaaaaaa...ma vado oltre fino a quando arrivo sul soffitto e mi incontro un uomo di mezza età che lavora dentro un gabbiotto...probabilmente un venditore di guide turistiche...ci chiediamo: ma possibile che questo sfigato si debba fare ogni giorno circa 1000 gradini per lavorare? Ma andiamo oltre e tratteniamo i nostri dubbi fino a quando arriviamo sul tetto e da lì osserviamo il vuoto....poche volte in vita mia mi sono sentito così preso da un senso di dominio come questa volta. La visuale era estrema, il freddo non più un nemico da combattere ma un fedele alleato simbolo di onnipotenza. Da su si poteva osservare tutta la città e soprattutto un mercatino di natale con tute le sue luci e le attività di compravendita...in realtà era come se stessimo su un altro pianeta e osservassimo le vorticose attività umane. Un punto di vista privilegiato sul quale guardare con distacco, inutili problematiche quotidiane. Volevo godermi questo momento...sospeso per aria e avvolto da un silenzio interrotto a tratti dal fruscio del vento che si infiltrava tra una guglia e un arco....magnifico. A rendere ancora più magica l'atmosfera, la complicità della notte, la mancanza di luci artificiali e i riflessi della luna che riflettevano sulla candida pietra della punta della torre che si ergeva sopra le nostre teste. Ma era tempo di tornare coi piedi per terra...non eravamo degni di una posizione privilegiata e il nostro posto era tra quei puntini tutti uguali che si ammassavano ai piedi della cattedrale e che si disperdevano nelle viuzzole della città. Coloro che non hanno avuto il privilegio di potersi distaccare per un attimo dai loro odori di porchetta e dallo scambio di merci deperibili. Noi ervamo lì, oramai resi consapevoli di tutto ciò, ma al tempo stesso desiderosi di riabbracciare la nostra natura corrotta e mortale.
La discesa è stata rapida e indolore (se non per le gambe) e un senso di profondo appagamento ci avvolgeva...eravamo tornati a casa, ma diversi...qualcosa era sbocciato dentro di noi e solo allora ho compreso la grandezza di tale meraviglia.


1 Comments:
:D
E' colpa dello Zelig!
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